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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23717/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto di una istanza di permesso premio. Il difensore deduceva violazione dell'art. 30-ter Ord. Pen. e difetto di motivazione sulla sussistenza della pericolosità sociale: si contestava la qualificazione di "contiguità" con ambienti di 'ndrangheta, rilevando che Violi non ha reati aggravati da metodo mafioso, i familiari sono incensurati e la latitanza del 2007 non è stata favorita dalla criminalità organizzata. Si evidenziava inoltre il positivo percorso trattamentale, la relazione di sintesi favorevole e il parere della Direzione che non erano stati adeguatamente considerati.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei termini esposti, ritenendo carente e incoerente la motivazione dell'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che la presunta contiguità alla 'ndrangheta sia stata basata su elementi generici e talvolta imprecisi (nota dei Carabinieri) e che non sia stata fornita adeguata spiegazione per prevalere sul parere favorevole dell'Equipe di osservazione e sul percorso trattamentale del detenuto. Ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Sorveglianza di Roma perché riesamini la questione, verificando la base informativa sulla contiguità familiare/individuale, la necessaria attualità della pericolosità sociale e motivando esplicitamente eventuali rilievi contrari al parere tecnico.

Norme richiamate

  • art. 30-ter L. n. 354 del 1975

    I permessi premio sono concedibili ai detenuti con regolare condotta e che non risultino socialmente pericolosi; la Corte richiede che la pericolosità sociale sia attuale e che, se si disattende un parere favorevole dell'equipe, occorra motivazione esplicita e supportata da elementi concreti. Inoltre, l'assenza di completa revisione critica non è necessariamente ostativa se il processo è iniziato in modo significativo.

  • art. 7 L. n. 203 del 1991

    Richiamata nella difesa come parametro per escludere reati aggravati dal metodo mafioso; la Corte prende atto che il ricorrente non risulta autore di reati aggravati ai sensi di tale norma, elemento rilevante per contestare la contiguità con la criminalità organizzata.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Citato dalla difesa come riferimento ai reati di associazione mafiosa; l'assenza di condanne o elementi concreti riconducibili a 416-bis è considerata utile a ridimensionare la valutazione di contiguità o affiliazione mafiosa.

Massime di principio

  • Per la concessione di permessi premio la pericolosità sociale deve essere valutata in modo attuale e motivato: elementi remoti o generici non sono sufficienti a ostare.
  • Il parere favorevole dell'Equipe di osservazione e un percorso trattamentale positivo hanno valore probatorio rilevante; per superarlo il giudice deve fornire motivazione specifica e basata su elementi concreti.
  • Le segnalazioni o note delle forze dell'ordine possono integrare la valutazione, ma se utilizzate devono indicare dati precisi (identità, fatti, fonti investigative) e non affermazioni generiche di contiguità.
  • La semplice vicinanza familiare a soggetti sospettati o l'esistenza di "segnalazioni" non sostituiscono la prova di contiguità o affiliazione mafiosa: occorre documentare la natura e la rilevanza del legame.
  • La latitanza o fatti remoti, da soli, non dimostrano pericolosità sociale attuale; la loro rilevanza va valutata insieme alla evoluzione comportamentale del detenuto durante la detenzione.
  • Il mancato completamento della revisione critica del vissuto criminale non è automaticamente ostativo se è dimostrato che il processo di revisione è iniziato in modo significativo.

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