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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23720/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva disposto l'esecuzione dell'affidamento in prova al servizio sociale in Italia (domicilio a Milazzo) anziché in Germania; il ricorrente denunciava violazione degli artt. 47 ord. pen. e 10 d.lgs. n.38/2016 e censurava la motivazione del Tribunale, sostenendo che la misura alternativa avrebbe dovuto essere eseguita in Germania nonostante la mancata ricezione di alcune informazioni dalle autorità tedesche

La decisione

Il giudice ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Pur riconoscendo che l'esecuzione all'estero non è di per sé preclusa dalla normativa (d.lgs. n.38/2016 e Decisione GAI), il Tribunale aveva legittimamente applicato l'affidamento in prova in Italia perché mancavano prove certe e documentazione sulla stabile residenza e sull'attività lavorativa in Germania. Il Tribunale aveva attivato i canali necessari (Ministero della giustizia, Autorità tedesca) e aveva richiesto al difensore/condannato di depositare la documentazione probatoria; la difesa non ha prodotto gli elementi richiesti e ha indicato un domicilio in Italia, mostrando l'impossibilità di dimostrare la situazione estera. Conseguentemente la misura è stata disposta in Italia e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)

    Disciplina dell'affidamento in prova al servizio sociale; norma di riferimento per ammissione e modalità di esecuzione della misura alternativa

  • D.lgs. 15 febbraio 2016, n. 38 (attuativo della decisione quadro 2008/947/GAI)

    Prevede la possibilità di eseguire misure alternative alla detenzione in altro Stato membro che abbia recepito la Decisione GAI; disciplina il procedimento e il ruolo degli organi italiani nella decisione iniziale e nella trasmissione del provvedimento allo Stato estero

  • Decisione quadro 2008/947/GAI del Consiglio dell'Unione Europea

    Base normativa europea sul principio di reciproco riconoscimento per sospensioni condizionali, sorveglianza e sanzioni sostitutive, rilevante per l'esecuzione transfrontaliera dell'affidamento in prova

  • art. 2, lett. e) e art. 4 del d.lgs. n. 38/2016

    Riconoscono l'affidamento come sanzione sostitutiva compatibile con gli obblighi e prescrizioni che possono essere eseguiti all'estero e ne definiscono i contenuti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • L'esecuzione di misure alternative all'estero è possibile quando lo Stato estero ha recepito la Decisione GAI e quando risultano comprovate la residenza e le condizioni di vita/lavoro del condannato nello Stato straniero
  • L'onere di fornire elementi probatori sulla residenza stabile e sull'attività lavorativa all'estero grava sul ricorrente/condannato e sulla sua difesa; il Tribunale può richiedere documentazione integrativa e, in mancanza, rifiutare l'esecuzione all'estero
  • Le autorità italiane devono attivare i canali diplomatico-amministrativi (Ministero della giustizia) per ottenere il consenso e le informazioni dall'autorità dello Stato estero; il consenso estero senza le necessarie informazioni fattuali non è sufficiente per disporre l'esecuzione all'estero
  • Indicare un domicilio in Italia come alternativa manifesta l'impossibilità di comprovare la situazione all'estero e può indurre il Tribunale ad applicare la misura in Italia
  • È utile per il richiedente predisporre e depositare tempestivamente documenti probatori (contratto di lavoro, certificato di residenza, dichiarazioni ufficiali, modelli richiesti dallo Stato estero come il 'modello B') prima o dopo la richiesta di cooperazione internazionale per evitare il rigetto
  • In caso di dubbi o richieste di chiarimento da parte dell'autorità estera, la parte richiedente deve collaborare attivamente per fornire i chiarimenti richiesti; la mancata collaborazione può essere valutata negativamente e determinare l'esecuzione nazionale della misura

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