Cassazione Penale, Sentenza n. 39123/2024 del 25/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Arena Rocco impugnava la conferma della condanna penale che lo aveva ritenuto responsabile, quale legale rappresentante della "101 Service s.r.l.", del reato di omesso versamento IVA (art. 10-ter d.lgs. 74/2000) relativo all'anno d'imposta 2014. Ha dedotto: (i) che la Corte non ha valutato una crisi di liquidità della società dovuta al venir meno di commesse (documentata da un tecnico e dal commercialista); (ii) errore nella valutazione della recidiva e mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva; (iii) carenza di motivazione circa la confisca per equivalente disposta nei suoi confronti.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato nella sostanza e sono state respinte le censure. In sintesi: il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la crisi di liquidità non è stata provata e, in diritto tributario, il pagamento degli stipendi o la perdita di commesse non giustificano l'omissione dell'IVA (rischio d'impresa). Il secondo motivo è in parte manifestamente infondato (la recidiva è applicabile anche in presenza di continuazione) e in parte inammissibile (la richiesta di prevalenza delle attenuanti è preclusa per normativa). Il terzo motivo (confisca per equivalente) è stato ritenuto infondato: il Collegio aderisce all'orientamento secondo cui, se il profitto del reato non è prontamente reperibile, incombe sull'imputato l'onere di allegare gli elementi circa beni societari confiscabili; il ricorrente non ha fornito indicazioni concrete. Il rigetto comporta la conferma della condanna (pena di 1 anno di reclusione) e la condanna alle spese processuali; è stata inoltre trattata la questione della recidiva quale circostanza ad "effetto speciale" ai fini del calcolo della prescrizione.
Norme richiamate
Norma che incrimina l'omesso versamento dell'IVA; la Corte ha confermato che l'omissione integra il reato quando vi sia la scelta consapevole di non effettuare i versamenti dovuti.
Richiamato per negare la giustificazione dell'elemento soggettivo del reato in base al pagamento degli stipendi; il principio di priorità dei crediti non può essere invocato per escludere il dolo in reati tributari al di fuori delle procedure concorsuali.
Richiamato nel dibattito sui crediti prededucibili (crediti da lavoro), ma la Corte chiarisce che la preferenza vale solo in ambito esecutivo e fallimentare.
Richiamato insieme all'art. 2777 per spiegare il regime dei crediti, senza però estenderne l'effetto alla esclusione del dolo tributario.
Dispositivo che impedisce la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche quando sussiste la recidiva reiterata specifica infraquinquennale; la Corte ha ritenuto preclusa la rimodulazione in termini di prevalenza delle attenuanti rispetto alla recidiva.
Norma sulla recidiva reiterata che, applicata nel caso, determina un aumento della pena (anche con effetti sul calcolo della prescrizione) e configura una circostanza aggravante ad effetto speciale.
testualmente che, per determinare il tempo necessario a prescrivere, si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per il reato (consumato o tentato), tenendo conto del solo aumento per le circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria e per quelle ad effetto speciale
Norma interpretata per spiegare come la recidiva, qualificata ad effetto speciale, incida sul calcolo del tempo di prescrizione.
Richiamato per il principio secondo cui l'interruzione della prescrizione non può comportare l'aumento di più di due terzi del tempo necessario a prescrivere nel caso di recidiva di cui all'art. 99, comma 4; la Corte ha spiegato l'incidenza della recidiva sui termini di prescrizione.
"quelle che importano un aumento (...) della pena superiore ad un terzo"
Usata per definire le "circostanze aggravanti ad effetto speciale", categoria nella quale la recidiva è stata ricompresa ai fini del calcolo della prescrizione.
Massime di principio
- La perdita di commesse o il pagamento prioritario di stipendi non giustificano, di per sé, l'omesso versamento dell'IVA: si tratta di rischio d'impresa che non esclude il dolo tributario salvo prova documentale stringente di crisi imprevedibile e ineluttabile.
- La recidiva e la continuazione sono compatibili: se sussistono i presupposti, possono essere entrambe applicate e influenzare la determinazione della pena e della prescrizione.
- In presenza di confisca per equivalente, quando il profitto del reato non risulta "prontamente reperibile" dagli atti, è onere dell'imputato (soprattutto se è legale rappresentante) allegare e indicare elementi concreti circa l'esistenza di beni societari confiscabili, pena il rigetto della censura.
- Le censure in appello devono confrontarsi in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata e fornire elementi concreti e documentali; mere allegazioni labili o generiche sono inammissibili.
- Le attenuanti generiche non possono prevalere sulla recidiva reiterata specifica infraquinquennale a causa del divieto previsto dall'art. 69, quarto comma; quindi la richiesta di rimodulazione del bilanciamento attenuante/aggravante è spesso preclusa in tali ipotesi.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39124/2024 del 25/10/2024
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39128/2024 del 25/10/2024
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39129/2024 del 25/10/2024
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39131/2024 del 25/10/2024
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39133/2024 del 25/10/2024
- Sentenza penale · 25 ott 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 39134/2024 del 25/10/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →