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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18909/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva concesso una riduzione di pena pari a 31 giorni per il rimedio risarcitorio ex art. 35-ter ord. pen.; il ricorrente censurava il mancato riconoscimento della diversa (minore) superficie della camera detentiva nel Reparto Livorno del carcere di Napoli Poggioreale, sostenendo che la documentazione prodotta attestava una superficie inferiore e che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato tale prova (denunciato "travisamento della prova").

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, secondo l'art. 35-bis, comma 4-bis ord. pen., il ricorso per cassazione contro le decisioni del Tribunale di Sorveglianza è ammesso solo per violazione di legge; la censura prospettata riguardava un vizio di motivazione/travisamento della prova (vizio di merito non riconducibile a violazione di legge ai sensi richiesti) e quindi non integra motivo idoneo per cassazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35-ter ord. pen.

    Norma che prevede il rimedio risarcitorio per il detenuto quando l'inosservanza di disposizioni porta a grave pregiudizio; nel caso è la disposizione di merito che riconosce giorni di riduzione per sovraffollamento/condizioni detentive.

  • art. 35-bis, comma 4-bis, ord. pen.

    Limita l'ammissione del ricorso per cassazione contro le decisioni del Tribunale di Sorveglianza alle sole ipotesi di violazione di legge, escludendo i motivi attinenti alla valutazione del merito/prova.

  • art. 69, comma 6, lett. b) ord. pen.

    Colloca il rimedio risarcitorio nell'ambito delle ipotesi di inosservanza da parte dell'amministrazione di disposizioni di legge e regolamento che cagionano grave pregiudizio all'esercizio dei diritti del detenuto; utilizzata per inquadrare la natura giuridica della tutela.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Individua il vizio di motivazione (travisamento della prova) come motivo di impugnazione non riconducibile alla violazione di legge: la Corte ha ritenuto che il ricorrente abbia prospettato un tale vizio, che non è ammesso come motivo autonomo di cassazione nelle ipotesi previste dall'art. 35-bis.

Massime di principio

  • Avverso le decisioni del Tribunale di Sorveglianza in materia di rimedi risarcitori ex art. 35-ter, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: censure che riguardano la valutazione della prova o il travisamento costituiscono vizi di motivazione non idonei a fondare la cassazione.
  • Se si intende impugnare l'accertamento dei fatti (es. reale metratura della cella), è preferibile concentrare i rimedi in sede di reclamo e far emergere chiaramente nel contraddittorio e nel verbale le questioni istruttorie; in cassazione occorre dimostrare una concreta violazione normativa o di diritto.
  • La mera produzione di documenti non sufficientemente valorizzati in motivazione può integrare un vizio di motivazione: tale vizio è normalmente inammissibile in cassazione se il quadro normativo limita i motivi di ricorso alle sole questioni di diritto.
  • Proporre un ricorso in cassazione in assenza di fondamento di diritto espone al rischio di condanna alle spese e all'irrogazione di una somma a favore della Cassa delle ammende se emergono profili di colpa nella proposizione del ricorso.
  • Prassi consigliata: strutturare il gravame concentrandosi su punti di diritto (errata interpretazione o applicazione di norme) e, se si deduce travisamento della prova, indicare collegamenti precisi a violazioni processuali formali o a principi di diritto che consentano di ricondurre il vizio ad una violazione normativa.

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