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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04642/2026 del 04/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello della condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva relativa alla distrazione complessiva di euro 1.410.549,68. Calabrese ha dedotto (i) insufficiente motivazione sul piano dell'elemento oggettivo rispetto al suo apporto alla distrazione, sostenendo di aver ricevuto prestiti e non di aver posto in essere operazioni distrattive, (ii) erronea valutazione dell'elemento soggettivo in quanto extraneus e quindi privo della conoscenza del dissesto societario, e (iii) vizio nella negazione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.). Casini ha dedotto (i) nullità/processuali e difetto di correlazione tra imputazione (extraneus) e sentenza (amministratore di fatto), (ii) erronea qualificazione come amministratore di fatto alla luce degli indici prodotti, (iii) inattendibilità delle dichiarazioni dei testimoni bancari, (iv) illogicità nella qualificazione come distrazione della cessione del marchio Petra Casini a Via Maggio s.r.l., e (v) vizio nella valutazione delle circostanze attenuanti e della determinazione della pena.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato entrambi i ricorsi e confermato le pronunce di merito. Quanto a Calabrese, la Corte ha ritenuto congrua la motivazione che evidenziava l'ingiustificata entità degli importi ricevuti (circa euro 1.186.939) e l'assenza di titolo giustificativo, nonché la consapevolezza che l'utilizzo di somme sociali per prestiti avrebbe depauperato il patrimonio sociale a danno dei creditori; perciò il dolo dell'extraneus è stato correttamente ricostruito come consapevolezza che la propria condotta avrebbe determinato il depauperamento. Ha inoltre respinto la censura sulle attenuanti ritenendo la valutazione del merito insindacabile. Quanto a Casini, la Corte ha ritenuto sussistenti indici sufficienti di esercizio continuativo e significativo di funzioni gestorie: istruzioni sull'emissione di assegni, prelievi presso la banca senza titolo, atti compiuti in luogo dell'amministratrice di diritto e la prosecuzione dell'attività con una nuova società. La cessione senza corrispettivo del marchio, sebbene di limitato valore, può integrare distrazione. Gli argomenti difensivi che chiedevano rivalutazione delle prove sono stati respinti in quanto inammissibile riesame dei fatti in sede di legittimità. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche; applicata dalla Corte per valutare e negare la diminuzione di pena in assenza di elementi positivi di resipiscenza e per la concreta gravità e ripetizione delle condotte distrattive

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti e loro ponderazione; la Corte ha ritenuto che il giudizio del merito sulla sussistenza delle attenuanti sia insindacabile se motivato

  • artt. 216, 217 e 223 legge fallimentare

    Norme del regio Decreto/legge fallimentare in materia di distrazione e responsabilità fallimentare; richiamate come quadro normativo per la qualificazione della bancarotta distrattiva

  • art. 2639 cod. civ.

    Nozione di amministratore di fatto: la Corte la interpreta richiedendo esercizio continuativo e significativo di poteri gestori, valutazione fondata su elementi sintomatici organici e non necessariamente su tutti i poteri tipici dell'organo

  • artt. 521 e 522 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dal ricorrente per censurare presunte nullità e difetto di correlazione tra imputazione e sentenza; la Corte ha ritenuto che la descrizione fattuale nel capo di imputazione fosse sufficiente a mettere il ricorrente in condizione di difendersi

Massime di principio

  • La responsabilità dell'extraneus per bancarotta fraudolenta distrattiva non richiede la conoscenza specifica del dissesto societario: è sufficiente la volontarietà dell'apporto alla condotta distrattiva con consapevolezza che l'operazione comporta il depauperamento del patrimonio sociale a danno dei creditori
  • Grandi e ingiustificati flussi di denaro provenienti dalle casse sociali verso un soggetto esterno, non accompagnati da titolo giustificativo o condizioni di restituzione/interestazione chiare, costituiscono indice rilevante di dolo e distrazione
  • La qualifica di amministratore di fatto si accerta con riferimento a un'attività gestionale continuativa e significativa anche se non totalizzante: indici quali istruzioni operative, prelievi e compimento di atti in luogo dell'amministratore formale possono essere sufficienti
  • La cessione senza corrispettivo di beni, anche immateriali e di limitato valore economico, può integrare distrazione se determina l'alienazione dell'interesse economico della massa fallimentare e impedisce alla curatela di valorizzarlo
  • Obiezioni di difetto di correlazione tra capo di imputazione e sentenza sono superate se la descrizione fattuale iniziale ha messo concretamente l'imputato in grado di difendersi sull'oggetto dell'accusa; non è perciò necessario che la veste formale contestata sia sempre identica
  • Le valutazioni sulle circostanze attenuanti generiche sono giudizi di fatto insindacabili in Cassazione se la motivazione del merito è non contraddittoria e indica gli elementi considerati
  • In funzione difensiva è cruciale documentare l'origine e la titolarità dei fondi ricevuti, formalizzare prestiti con condizioni e garanzie, contestare la continuità gestionale contestata e mettere in discussione l'attendibilità delle fonti di prova quando possibile

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