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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04631/2026 del 04/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di cui all'art. 642 c.p. pur confermando le statuizioni civili. In cassazione deduceva: (i) violazione degli artt. 122 e 124 c.p. e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla validità e tempestività della querela (contestando la validità della procura speciale rilasciata preventivamente e la decorrenza del termine per la querela), e (ii) violazione dell'art. 578 c.p.p. e motivazione mancante/contraddittoria circa la responsabilità ai fini civili, lamentando errata valutazione delle prove (ragnatele, fotografie, compatibilità del danno con il veicolo Cabstar, valutazione delle deposizioni e del perito).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate le censure: la procura preventiva rilasciata dal CdA di Groupama a favore dell'avv. Prete è valida ai sensi dell'art. 37 disp. att. c.p.p. e dell'art. 122 c.p.; il termine per proporre querela (art. 124 c.p.) decorre dal momento in cui la compagnia ha acquisito "conoscenza certa" del fatto, che la Corte d'appello ha collocato nel 28/01/2012 in relazione alla relazione peritale; l'onere di provare l'intempestività della querela incombe a chi la deduce; quanto alla valutazione civile (art. 578 c.p.p.), la Corte d'appello ha correttamente valutato il materiale probatorio e, anche alla luce dei principi indicati dalle Sezioni Unite (Calpitano) e della sentenza costituzionale n.182/2021, ha ritenuto sussistenti gli elementi per confermare la responsabilità ai fini civili nonostante l'estinzione del reato per prescrizione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile quantificate in euro 3.686,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 611 c.p.p.

    Riferimento procedurale alla richiesta di trattazione orale; non inciso sul merito ma richiamato in relazione alla trattazione del ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c), e) c.p.p.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di norme). La Corte ricorda i limiti: vizi di motivazione non possono essere trasformati in questioni di diritto se non mediante dedotta violazione di legge.

  • art. 122 c.p.

    Disciplina la procura speciale; la sentenza interpreta che una procura preventiva rilasciata dal legale rappresentante/organismo societario può legittimare la presentazione di querela per fatti rientranti nell'oggetto sociale.

  • art. 124 c.p.

    Stabilisce il termine per proporre querela; la Corte applica il principio secondo cui il termine decorre dalla conoscenza certa del fatto-reato, normalmente al termine degli accertamenti utili alla sua ricostruzione.

  • art. 578 c.p.p.

    Regola la decisione sulle statuizioni civili quando il reato è estinto in appello; la Corte conferma l'obbligo del giudice d'appello di valutare se permangono i presupposti per l'assoluzione nel merito e di motivare la decisione civile anche se il reato è estinto per prescrizione.

  • art. 37 disp. att. c.p.p.

    Consente la procura preventiva da parte del legale rappresentante di un ente; la Corte la utilizza per legittimare la procura dell'avv. Prete a presentare querela per conto della società.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese per il ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente alle spese e alla sanzione pecuniaria.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 182/2021 e SS.UU. n. 36208/2024 (Calpitano)

    Richiamate come principio secondo cui, nel giudizio d'appello con estinzione del reato, il giudice è tenuto a valutare comunque la sussistenza dei presupposti per l'assoluzione nel merito e a motivare la statuizione civile conformemente ai criteri indicati.

Massime di principio

  • Una procura preventiva rilasciata dall'organo societario può essere valida come procura speciale per proporre querela per fatti rientranti nell'oggetto sociale: va valutata la lettura estensiva della procura quando la delibera conferisce poteri "omnicomprensivi" per tutelare gli interessi dell'ente.
  • Il termine per proporre querela (art. 124 c.p.) decorre dalla "conoscenza certa" del fatto-reato, ossia dal momento in cui gli accertamenti necessari forniscono elementi seri e definitivi: se vi sono indagini o perizie risolutive, il dies a quo può coincidere con l'esito scritto di tali accertamenti.
  • Chi deduce la tardività della querela ha l'onere di provarla con elementi certi; in caso di incertezza la valutazione è risolta a favore del querelante.
  • In appello, quando il reato si estingue per prescrizione, il giudice resta comunque tenuto a valutare e motivare la sussistenza della responsabilità ai fini civili (art. 578 c.p.p.), anche se la prova è contraddittoria o insufficiente: non è ammesso un mero prendere atto della prescrizione senza valutazione sul punto civile.
  • Nelle impugnazioni in cassazione, i vizi di motivazione non possono essere trasformati automaticamente in questioni di diritto; per ottenere accoglimento è spesso necessario dimostrare specifiche violazioni di legge o errori di diritto manifesti.
  • Per chi propone querela o si difende è essenziale documentare con dati "certi" le date e gli esiti delle indagini (rapporti, perizie con data certa, notifiche) per tutelare efficacemente la tempestività o per contestarla.

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