Cassazione Penale, Sentenza n. 42641/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per bancarotta preferenziale relativa a bonifici per complessivi circa euro 193.600,00 effettuati dal conto della societa' fallita "Inerstele s.r.l." verso il conto di Tognini Omar. Giorgio deduce vizi di motivazione sull'elemento soggettivo, la propria estraneita' ai prelievi (essendo in parte non titolare di accesso diretto) e chiede la riclassificazione della condotta in appropriazione indebita (art. 646 c.p.). Omar contesta il vizio di motivazione sul dolo, affermando che i pagamenti furono effettuati dopo la sua uscita dalla compagine sociale, che la ricostruzione è congetturale e che il beneficiario non avrebbe avuto coscienza dello stato di insolvenza; anche per lui si chiede riclassificazione in appropriazione indebita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati, confermando la sentenza della Corte d'Appello di Genova e, di conseguenza, la condanna pronunciata in primo grado: responsabilita' per bancarotta preferenziale per importo complessivo di circa euro 193.600,00; pena di dieci mesi di reclusione per ciascuno (concesse le circostanze attenuanti generiche e applicato il doppio beneficio) oltre alle pene accessorie previste dalla legge. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito sulla sussistenza del dolo specifico e sul ruolo attivo e/o funzionale dei ricorrenti (anche alla luce della successione temporale degli eventi, dei rapporti familiari e del carattere familiare della societa'), ha escluso la buona fede e ha ritenuto corretta la qualificazione come bancarotta preferenziale piuttosto che appropriazione indebita. I ricorrenti sono stati condannati alle spese.
Norme richiamate
Legge fallimentare, art. 216, comma 3
Norma applicata per la fattispecie di bancarotta preferenziale; la Corte ha ritenuto che i pagamenti a favore del creditore (Omar) rientrino in tale ipotesi in presenza di conoscenza dello stato di crisi societaria e di pregiudizio della massa dei creditori.
Richiamato dalla difesa per ottenere la riclassificazione in appropriazione indebita; la Corte ha spiegato che, dopo la dichiarazione di fallimento, i fatti possono essere ricondotti a bancarotta e che l'art. 646 può essere assorbito nell'ipotesi piu' grave di bancarotta (art. 84 c.p.), quindi la riclassificazione in appropriazione indebita non era corretta.
Principio di assorbimento: reati come appropriazione indebita e bancarotta patrimoniale, se concorrenti, possono dar luogo a reato complesso con assorbimento della fattispecie minore in quella maggiore.
Richiamato riguardo alla possibile progressione temporale delle condotte (reato progressivo) tra appropriazione indebita e bancarotta in presenza di temporalita' diversa degli atti.
Codice procedura penale, art. 606
Citato in relazione ai limiti del sindacato di legittimita': la Corte ha ritenuto che le censure basate su una rivalutazione di merito (apparenza della motivazione) siano inammissibili in Cassazione.
Menzi ono dalla difesa per sostenere la legittimita' del rimborso di crediti anche non scaduti; la Corte ha ritenuto che il pagamento, se compiuto nella consapevolezza dello stato di crisi per favorire un creditore a danno della massa, puo' integrare bancarotta preferenziale nonostante la presunta esistenza di un debito.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: le valutazioni probatorie e di fatto compiute dalla Corte territoriale sono sindacabili in Cassazione solo per profili di diritto o vizi assai ristretti; le censure che chiedono una rivalutazione dei fatti sono inammissibili.
- I pagamenti effettuati a favore di familiari o soci possono integrare il reato di bancarotta preferenziale se il beneficiario era consapevole dello stato di insolvenza del debitore e del proprio vantaggio a danno della massa dei creditori.
- Il creditore beneficiario può essere punito per concorso nel reato se ha conoscenza dello stato di crisi e del vantaggio derivante; la semplice parentela non esclude la responsabilita' ma richiede accertamento del dolo o della consapevolezza.
- La distinzione tra appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e bancarotta (legge fallimentare) non e' netta: dopo la dichiarazione di fallimento condotte appropriatrici possono essere inquadrate come bancarotta, con applicazione dell'art. 84 c.p. (assorbimento) o art. 170 c.p. (progressione), a seconda della temporalita'.
- Per ritenere l'intraneus responsabile occorre dimostrare dolo specifico o, comunque, la consapevolezza dello stato di crisi e l'intento di favorire il creditore; la mera spettanza di un credito o il fare valere un diritto civile (art. 1186 c.c.) non escludono automaticamente la rilevanza penale se risultano fatti concordati volti a sottrarre risorse alla massa creditoria.
- La successione temporale degli eventi, la consistenza delle operazioni (importi, concentrazione temporale dei bonifici) e il ruolo gestionale degli imputati sono elementi che, valutati congiuntamente, possono far emergere l'esistenza di un'operazione preordinata e quindi il dolo specifico richiesto per la bancarotta preferenziale.
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