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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20756/2026 del 05/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per furto aggravato, commesso introducendosi in un edificio scolastico e impossessandosi di cinque porte in metallo al fine di trarne profitto. L'unico motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza sulle aggravanti contestate, valorizzando le condizioni personali e sociali del ricorrente, l'esigenza di adeguare la pena al fatto concreto e alla condotta addebitabile, nonché il comportamento processuale collaborativo e la confessione resa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la doglianza sulle attenuanti generiche fosse generica e priva dei requisiti di specificità richiesti dall'art. 581, comma 1, lett. d, c.p.p., oltre che manifestamente infondata, poiché la motivazione della Corte territoriale era congrua e immune da illogicità manifeste: il diniego delle attenuanti era fondato su plurimi elementi negativi, tra cui gravità del fatto, precedenti penali, capacità organizzativa dimostrata nel divellere e asportare cinque porte, danni cagionati e assenza di volontà risarcitoria. È stato inoltre richiamato il principio secondo cui il giudizio di comparazione tra circostanze è valutazione discrezionale di merito sindacabile in cassazione solo se arbitraria o illogica. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 624 e 625 c.p.

    Richiamati quali norme incriminatrici del furto e delle aggravanti contestate, in relazione all'introduzione in un edificio scolastico e all'impossessamento di cinque porte metalliche.

  • art. 625, n. 2 e 7, c.p.

    Utilizzato per qualificare il furto come aggravato dalle specifiche circostanze contestate.

  • art. 581, comma 1, lett. d, c.p.p.

    Le deduzioni difensive sono state ritenute generiche e quindi inidonee a superare il vaglio di ammissibilità del ricorso per cassazione.

  • art. 616, comma 1, c.p.p.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito riproporre censure meramente generiche contro il diniego delle attenuanti generiche; è necessario indicare specificamente gli elementi di fatto e gli errori logici della motivazione impugnata.
  • Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando la motivazione dia conto, in modo non manifestamente illogico, di elementi negativi quali gravità del fatto, precedenti penali, modalità esecutive del reato e assenza di iniziative riparatorie.
  • Il giudizio di comparazione fra circostanze aggravanti e attenuanti è valutazione discrezionale del giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretto da motivazione sufficiente e non arbitraria.
  • La confessione o la collaborazione processuale, da sole, non impongono il riconoscimento delle attenuanti generiche né prevalgono automaticamente su altri elementi negativi valorizzati dal giudice di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende prevista dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieFurtoCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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