Cassazione Penale, Sentenza n. 6268/2025 del 17/02/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Alessandria, aveva riconosciuto Carmelo Bernardo responsabile del reato di cui all'art. 187, commi 1 e 1-bis, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (guida in stato di alterazione per sostanze stupefacenti/psicotrope) per un incidente del 18/12/2018. Il ricorrente solleva due motivi: (1) violazione di legge (art. 191 c.p.p.) perché la Corte territoriale avrebbe utilizzato testimonianze che il Tribunale aveva dichiarato inutilizzabili, con riferimento alle audizioni del 29/10/2021 dell'operante Andrea Quazzo e della dott.ssa Daniela Bonaiuto; (2) vizio di motivazione, mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione e violazione del principio "in dubio pro reo", sostenendo che la documentazione medica ospedaliera non attestava alterazione e che l'apparente stato confusionale poteva derivare da agitazione o da modo di esprimersi dell'imputato, non da assunzione di sostanze.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. Ha ritenuto infondate le censure: quanto al primo motivo, la sentenza impugnata aveva indicato contributi probatori riconducibili anche ad altro operante (Fiandri) e la dottoressa Bonaiuto era stata sentita sia il 29/10/2021 sia il 14/07/2022, sicché il ricorso non specificava quali dichiarazioni dovessero considerarsi inutilizzabili; quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto che la lucidità rilevata in ospedale dopo alcune ore non esclude la condizione di confusione subito dopo l'impatto e che le deduzioni difensive erano speculative e non decisive per il sindacato di legittimità. Conseguentemente il provvedimento impugnato resta confermato (la Corte d'appello aveva ridotto la pena riconoscendo la prevalenza delle attenuanti generiche, infliggendo quattro mesi di arresto e 1.000 euro di ammenda, con revoca della patente) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e ad una sanzione pecuniaria prevista nel dispositivo.
Norme richiamate
d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 187, commi 1 e 1-bis
Norma sostanziale che incrimina la guida in stato di alterazione dovuta a sostanze stupefacenti o psicotrope; la Corte ha confermato l'applicazione con riconoscimento di attenuanti e conseguente pena ridotta dalla Corte d'appello
Richiamato dal ricorrente come parametro per censurare l'utilizzo di testimonianze ritenute inutilizzabili; la Cassazione ha ritenuto che la censura fosse aspecifica e che le dichiarazioni valutate non fossero automaticamente inutilizzabili alla stregua prospettata
Sezioni Unite - principio sulla prescrizione (legge n. 103/2017 e n. 134/2021)
Per i reati commessi dal 3 agosto 2017 al 31 dicembre 2019 si applica la disciplina di cui alla legge n. 103 del 2017. Per i reati commessi a partire dall' 1 gennaio 2020 trova applicazione la disciplina di cui alla legge n. 134 del 2021
La Corte ha preliminarmente chiarito che il reato del 18/12/2018 non risultava prescritto alla luce del principio delle Sezioni Unite richiamato
Richiamato in relazione alla declaratoria di inammissibilità del ricorso e alla verifica dell'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte non ha rilevato tali condizioni che avrebbero evitato la condanna alle spese
Corte Cost., sent. n. 186 del 7-13 giugno 2000
Cita un precedente di riferimento in tema di responsabilità per l'inammissibilità; la Corte di Cassazione lo richiama per motivare la condanna alle spese
Massime di principio
- Per contestare l'utilizzabilità di singole dichiarazioni in cassazione occorre indicare con precisione quali affermazioni si ritengono vizianti e perché: generalità o vaghezza porta all'inammissibilità.
- La presenza di una successiva audizione dello stesso teste (dopo rimozione dell'impedimento) può rendere utilizzabili dichiarazioni ritenute non acquisibili in una precedente udienza; il ricorrente deve distinguere le dichiarazioni rilevanti e dimostrarne l'illegittima utilizzazione.
- La valutazione della prova testimoniale e delle condizioni psico-fisiche subito dopo il fatto rientra nella discrezionalità del giudice di merito: la Cassazione sindaca solo vizi logico-giuridici gravi, non la diversa valutazione del merito fondata su elementi di fatto non palesemente incongruenti.
- La constatazione di lucidità accertata ore dopo l'evento non esclude automaticamente uno stato di alterazione o confusione immediatamente successivo all'incidente; occorre prova che le condizioni rilevate siano incompatibili con quanto riferito dagli operatori.
- In cassazione non è sufficiente prospettare una possibilità alternativa o un fraintendimento degli operatori: è necessario dimostrare l'esistenza di un vizio di diritto o di una contraddizione palese e decisiva nella motivazione.
- Ricorsi carenti di specificità o fondati su ragionamenti meramente possibilisti rischiano l'inammissibilità e la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie.
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