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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6256/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

BIGGAR Cian era stato condannato in primo grado e in appello per i reati di cui all'art.624-bis c.p. (furto in pertinenza dell'abitazione) e all'art.4 L.110/1975 (porto di oggetti atti ad offendere). Il ricorso in Cassazione contestava: 1) carenza di prova dell'introduzione nel cortile/pertinenza privata e motivazione contraddittoria, soprattutto dopo aver escluso l'utilizzabilità di dichiarazioni rese al momento dell'arresto; 2) errata esclusione della tenuità del fatto ai sensi dell'art.131-bis c.p. con valorizzazione di profili personologici e di circostanze successive; 3) violazione del principio di proporzionalità (art.49 Carta dei diritti fondamentali UE) e questione di legittimità costituzionale dell'art.624-bis in rapporto agli artt.3 e 27 Cost.; 4) richiesta, ai sensi del novellato art.598-bis c.p.p., di sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive (lavori di pubblica utilità) richiamando la disciplina transitoria (art.95 D.Lgs. 10/10/2022 n.150).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello logica e congrua: l'imputato è stato trovato nella vettura sottratta con le chiavi all'interno in orario compatibile con il furto, con strumenti atti ad offendere e giustificazioni ritenute implausibili. La Corte ha escluso la rilevanza delle doglianze sul tentativo di riesame del merito e ha confermato l'esclusione della tenuità alla luce del numero, della natura delle armi e del contesto criminoso (anche comportamento successivo evasivo). La questione di legittimità costituzionale dell'art.624-bis è stata dichiarata manifestamente infondata, poiché la scelta legislativa di inasprimento era insindacabile e compatibile con il principio rieducativo. Quanto alle pene sostitutive, la Corte ha richiamato la disciplina transitoria: le sanzioni sostitutive possono applicarsi se richieste in appello o comunque prospettate nel corso del giudizio; non essendo stata avanzata tale richiesta nell'appello, la Corte di legittimità non poteva disporle d'ufficio. Il ricorrente è stato dunque condannato e il ricorso rigettato; ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art.624-bis cod. pen.

    Applicata per la condanna: il furto è stato ritenuto commesso in una pertinenza privata dell'abitazione per il requisito di segregazione e accessorietà, giustificando l'aggravamento sanzionatorio e la scelta legislativa di inasprimento

  • art.4 L.110/1975

    Utilizzato per qualificare il porto di oggetti atti ad offendere; la Corte ha valorizzato numero, natura degli strumenti e contesto criminoso per escludere la tenuità

  • art.131-bis cod. pen.

    Norma sulla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ha escluso la sua applicazione valutando elementi oggettivi (numero e natura degli oggetti, contesto) e comportamenti successivi dell'imputato

  • art.49 Carta dei diritti fondamentali UE

    art.49 Carta dei diritti fondamentali UE

    Richiamato dal ricorrente per invocare il principio di proporzionalità della pena; la Corte ha comunque ritenuto che tale richiamo non giustificasse un sindacato sul merito della scelta legislativa né una riduzione ulteriore del trattamento sanzionatorio applicato

  • art.3 Cost., art.27 Cost.

    Richiamati nella censura di illegittimità costituzionale dell'art.624-bis; la Corte ha respinto la questione ritenendo legittima la discrezionalità del legislatore e la compatibilità con il principio rieducativo

  • art.545-bis cod. proc. pen.

    art.545-bis cod.proc.pen.

    Disposizione sulla possibilità per il giudice di appello di valutare le pene sostitutive introdotte dalla riforma; la Corte ha osservato che l'applicazione richiede che il tema sia devoluto o richiesto in appello e non può essere disposta d'ufficio in Cassazione

  • art.598-bis comma 1-bis cod. proc. pen.

    art.598-bis comma 1-bis cod.proc.pen.

    Norma procedurale collegata alle modifiche sulle pene sostitutive; la Corte ha ricordato che la mancata richiesta in appello impedisce di sollevare per la prima volta la questione in Cassazione

  • art.20-bis cod. pen.

    Norma sulle pene sostitutive delle pene detentive brevi introdotta dalla riforma; la Corte ha richiamato l'esigenza procedurale della richiesta dell'imputato per la sua applicazione in appello

  • art.95 D.Lgs. 10/10/2022 n.150 (Riforma Cartabia)

    "Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689, se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti... Il condannato a pena detentiva non superiore a quattro anni... può presentare istanza... al giudice dell'esecuzione... entro trenta giorni dalla irrevocabilità della sentenza."

    Disciplina transitoria che consente al condannato, in presenza dei presupposti, di richiedere l'applicazione delle pene sostitutive in sede esecutiva dopo l'irrevocabilità; la Corte ha sottolineato però che in appello la richiesta doveva essere comunque prospettata

  • legge 24/11/1981 n.689, Capo III

    Capo III legge 24/11/1981 n.689

    Norme sulle misure alternative e sostitutive della pena richiamate dalla disciplina transitoria come più favorevoli se applicabili

  • art.666 cod. proc. pen.

    Norma sul rito esecutivo che disciplina l'istanza al giudice dell'esecuzione per l'applicazione di misure sostitutive; citata come strada esperibile dopo l'irrevocabilità della sentenza

Massime di principio

  • Le valutazioni di fatto compiute dal giudice di merito (Tribunale/Corte d'appello) sono difficilmente sindacabili in Cassazione se la motivazione è logica, coerente e fondata su elementi processuali; il ricorso per cassazione non è uno strumento per il rieame del merito probatorio.
  • L'esclusione dell'utilizzabilità di dichiarazioni confessorie non implica automaticamente l'inefficacia dell'intero impianto probatorio: il giudice può fondare la condanna su altri elementi (rinvenimento del bene, chiavi, orari compatibili, strumenti atti allo scasso, comportamento successivo).
  • Per qualificare il furto come commesso in "pertinenza" dell'abitazione è necessario valutare i requisiti di segregazione e accessorietà dell'area; se sussistono, opera l'aggravamento previsto dall'art.624-bis.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) richiede una valutazione complessiva degli elementi oggettivi e del contesto: natura e numero degli strumenti, contesto criminoso e comportamenti successivi possono escluderne l'applicabilità.
  • I ricorsi che invocano la proporzionalità o censure costituzionali contro la rigidità della norma penale incontrano un limite quando la scelta del legislatore è ragionevole e offre strumenti di personalizzazione della pena; la discrezionalità legislativa è difficilmente annullabile in sede giurisdizionale.
  • Sotto il profilo procedurale, l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma richiede che la questione sia stata devoluta al giudice di appello (richiesta o motivo di gravame) o comunque prospettata in udienza; la Cassazione non può sostituirsi al giudice del merito per disporre d'ufficio tali misure.
  • In presenza di norme transitorie favorevoli (art.95 D.Lgs. 150/2022), il condannato può in alternativa rivolgersi al giudice dell'esecuzione, dopo l'irrevocabilità della sentenza, per ottenere l'applicazione di pene sostitutive compatibili.

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