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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42891/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la concessione della detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 47-ter I. 26 luglio 1975, n. 354, per la pena in esecuzione. Il ricorso in Cassazione deduceva (1) manifesta illogicità della motivazione perché il Tribunale avrebbe basato il rigetto su una relazione UEPE che non sarebbe presente nel fascicolo e (2) mancanza/illogicità della motivazione perché il provvedimento sarebbe fondato soltanto sul precedente rigetto di un reclamo già confutato.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che la relazione UEPE del 26/05/2022 era presente nel fascicolo e che l'ordinanza del 28/07/2022 conteneva una motivazione coerente, completa e autonoma, non limitandosi a richiamare il precedente provvedimento: il Tribunale aveva evidenziato l'inadeguatezza della revisione critica dell'istante e l'elevato rischio di recidiva quale ragione per negare la detenzione domiciliare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 47-ter, I. 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Norma che disciplina i presupposti per la concessione di misure alternative alla detenzione (detenzione domiciliare); il Tribunale ha valutato l'adeguatezza di tali presupposti (rischio di recidiva e insufficiente revisione critica) per negare la misura.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Ground di ricorso per cassazione relativo a motivazione 'manifestamente illogica' o carente; la Corte richiede che la doglianza mostri concretamente l'insufficienza o illogicità della motivazione, non basta un'affermazione generica.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto del ricorso in Cassazione; applicata dalla Corte alla parte soccombente.

  • legge n. 199 del 2010

    Normativa richiamata nel procedimento precedente in tema di esecuzione della pena presso il domicilio; il Tribunale poteva richiamare precedenti motivazioni ma doveva fornire anche un'esposizione autonoma, come fatto.

Massime di principio

  • Prima di dedurre l'assenza di un atto nel fascicolo processuale è necessario verificare attentamente il materiale di cancelleria: l'assenza formale può essere facilmente confutata se il documento risulta agli atti.
  • La censura di 'motivazione illogica' in Cassazione richiede una dimostrazione specifica e argomentata dell'insufficienza o contraddittorietà della motivazione: affermazioni generiche sono normalmente inidonee.
  • Il Tribunale può richiamare provvedimenti o valutazioni precedenti, purché nella nuova ordinanza compaia una motivazione autonoma, coerente e completa che espliciti le ragioni del mantenimento del diniego.
  • Elemento probante come la relazione UEPE può costituire fondamento legittimo per il rigetto di una richiesta di misure alternative quando evidenzi elementi come rischio di recidiva o mancata presa di responsabilità.
  • Nei ricorsi contro il diniego di misure alternative, argomentare concretamente sull'assenza di condizioni ostative (es. rischio di recidiva) e presentare elementi nuovi e specifici aumenta le chance di successo; la mera reiterazione di contestazioni già esaminate difficilmente basta.
  • In caso di rigetto del ricorso in Cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali; valutare la fondatezza del ricorso prima di proporre impugnazioni per evitare esborso.

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