Ordinanza n. 3238/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza semplificata del TAR Marche che aveva respinto il ricorso di primo grado
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni dell’interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il cittadino straniero ha proposto appello contro la sentenza semplificata del TAR Marche e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione dell’efficacia della sentenza appellata. Il testo dell’ordinanza non espone i motivi specifici dell’appello, ma evidenzia che l’appellante è stato condannato definitivamente per il reato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni juris. Nei limiti propri della fase cautelare, ha ritenuto che la condanna definitiva per violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne costituisca, ai sensi dell’art. 4, commi 3 e 5, d.lgs. 286/1998, elemento ostativo al soggiorno nel territorio nazionale. La condanna è stata inoltre ritenuta sintomatica della pericolosità sociale e della mancata accettazione dei principi di tutela della persona e della libertà personale. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dell’appellante e liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge se dovuti, in favore delle amministrazioni costituite. È stato disposto l’oscuramento dei dati identificativi dell’appellante.
Norme richiamate
Richiamato quale base normativa della fase cautelare in appello.
art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998
La condanna definitiva per il reato indicato è stata ritenuta ostativa al soggiorno in territorio nazionale.
art. 4, comma 5, d.lgs. 286/1998
Richiamato insieme al comma 3 quale fondamento dell’effetto ostativo della condanna rispetto al soggiorno.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ritenuto applicabile per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza presuppone la sussistenza del fumus boni juris; in mancanza di tale requisito, la domanda deve essere respinta.
- Una condanna definitiva per violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne può essere considerata, ai sensi dell’art. 4, commi 3 e 5, d.lgs. 286/1998, ostativa al soggiorno dello straniero nel territorio nazionale.
- La condanna definitiva per un grave delitto sessuale può costituire elemento idoneo a testimoniare la pericolosità sociale dello straniero e la mancata accettazione dei principi di tutela della persona e della libertà personale, rilevanti nella valutazione amministrativa del soggiorno.
- La soccombenza nella fase cautelare comporta la condanna alle relative spese, liquidate in favore delle amministrazioni costituite.
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