Cassazione Penale, Sentenza n. 49961/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per appropriazione indebita di oltre 11.000 euro (deposito cauzionale versato da Glushchuk Olesya) sostenendo: 1) che la Corte non ha valutato la congruità dell'offerta reale/condotta riparatoria ai sensi dell'art. 162-ter cod. pen.; 2) che la somma era patrimonio della società a responsabilità limitata di cui era legale rappresentante e non suo personale, quindi non vi sarebbe stata appropriazione personale né dolo; 3) che il reato era già prescritto prima della sentenza impugnata e che le sospensioni della prescrizione non sono state calcolate correttamente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui le condotte riparatorie o l'offerta reale sono operative solo se intervenute prima della dichiarazione di apertura del dibattimento e che la Corte di merito ha correttamente escluso efficacia riparatoria per atti successivi. Ha confermato che il ricorrente aveva ammesso di aver incamerato personalmente la somma e di aver poi effettuato storni per saldare debiti societari, comportamenti incompatibili con il vincolo di destinazione del deposito cauzionale e idonei a integrare l'elemento oggettivo e il dolo dell'appropriazione. Ha inoltre stabilito che la consumazione del reato è avvenuta con la sentenza di revoca del decreto ingiuntivo (8 giugno 2016), data dalla quale decorre il termine di prescrizione, che non era ancora maturato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
La norma sulle condotte riparatorie richiede che la riparazione o l'offerta reale intervengano prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; il giudice, se l'offerta è contestata, valuta in contraddittorio la congruità della somma.
Richiamato quale riferimento formale per le forme dell'offerta reale: la congruità della somma versata o offerta si valuta anche alla stregua degli istituti civilistici richiamati dall'art. 162-ter.
Massime di principio
- Le condotte riparatorie previste dall'art. 162-ter cod. pen. hanno efficacia estintiva solo se realizzate prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; atti successivi non possono essere valorizzati come riparazione processualmente efficace.
- La destinazione originaria del denaro (es. deposito cauzionale vincolato) impedisce al detentore di utilizzarlo per finalità diverse: l'utilizzo per pagamenti societari può integrare appropriazione indebita se il vincolo di destinazione permane e non è stata realizzata la restituzione.
- L'ammissione di fatto e le prove documentali (es. dichiarazioni sottoscritte, storni contabili) possono dimostrare sia l'interversione del possesso sia il dolo di appropriazione, rendendo irrilevante l'assenza di un passaggio in giudicato di atti civilistici se il ricorrente non prova l'irreversibilità degli stessi.
- Il momento di consumazione del reato di appropriazione indebita, in caso di controversia su somme vincolate da provvedimenti esecutivi, può coincidere con la pronuncia giudiziale che revoca il titolo che legittimava il possesso; da tale data decorre il termine di prescrizione.
- Il soggetto che invoca la prescrizione o l'efficacia riparatoria ha l'onere di fornire prove documentali (es. prova dell'intervento riparatorio anteriore al dibattimento o dell'irrevocabilità di provvedimenti civilistici) per modificare la valutazione di merito.
Testo integrale
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