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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07946/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia riguarda alcuni avvisi di rettifica del valore doganale e i relativi atti sanzionatori emessi nei confronti di una società importatrice per gli anni 2011-2013. L’Ufficio aveva ritenuto che le royalties pagate dalla società ai titolari dei marchi dovessero essere incluse nel valore in dogana della merce importata, ai sensi della disciplina unionale sul valore doganale. La CTR aveva invece escluso l’inclusione, ritenendo non provato un legame tra licenzianti e produttori/venditori idoneo a integrare la "condizione di vendita" e, quindi, a giustificare l’aggiunta dei diritti di licenza. Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia denunciava violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c. e delle norme doganali unionale e di attuazione, sostenendo che il giudice di appello avesse interpretato in modo errato le clausole dei contratti di licenza. In particolare, secondo la ricorrente, clausole quali l’approvazione preventiva dei prototipi, l’obbligo di apporre ologrammi numerati, i poteri di ispezione degli stabilimenti e di accesso alla contabilità, nonché la facoltà di risolvere il contratto per mancato pagamento delle royalties, dimostravano un potere di controllo o di fatto del licenziante sul produttore/venditore, sufficiente a integrare la condizione di vendita richiesta per sommare le royalties al valore doganale.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati i rilievi di inammissibilità e ha accolto il ricorso dell’Agenzia. Ha affermato che la CTR non aveva correttamente applicato i principi unionale e giurisprudenziali in tema di royalties e valore in dogana, poiché non aveva adeguatamente valorizzato una clausola contrattuale particolarmente significativa: la riserva del licenziante di approvare per iscritto ciascun prototipo del prodotto. Tale clausola, letta alla luce della normativa e della giurisprudenza della Corte di giustizia, è stata considerata indice di un potere di controllo, diretto o indiretto, idoneo a integrare il presupposto della "condizione di vendita" per l’inclusione delle royalties nel valore doganale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È stata dedotta la violazione e falsa applicazione di norme di diritto come vizio di legittimità.

  • artt. 1362 e 1363 c.c.

    Richiamati come criteri ermeneutici dei contratti di licenza, la cui applicazione è stata ritenuta erronea dalla ricorrente e non correttamente effettuata dalla CTR.

  • art. 29 del Reg. CEE n. 2913/1992

    Richiamato nel quadro della disciplina del valore in dogana come norma di base sul valore di transazione.

  • art. 31 del Reg. CEE n. 2913/1992

    Richiamato dalla ricorrente nel combinato normativo, senza autonoma specificazione nella decisione.

  • art. 32, comma 1, lettera c), del Reg. CEE n. 2913/1992

    Le royalties devono aggiungersi al prezzo quando il compratore è tenuto a pagarle, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita delle merci da valutare.

  • art. 143, par. 1, lett. e), del Reg. CEE n. 2454/1993

    Il controllo tra persone legate è inteso in senso ampio e può essere di fatto, potendo consistere in un potere di costrizione o di orientamento.

  • art. 157, par. 2, del Reg. CE n. 2454/1993

    I diritti di licenza si aggiungono al valore doganale solo se si riferiscono alle merci oggetto di valutazione e costituiscono una condizione di vendita.

  • art. 159 del Reg. CE n. 2454/1993

    Nel caso di marchi di fabbrica, le royalties si aggiungono solo se ricorrono i requisiti ulteriori previsti dalla norma, tra cui la non libertà dell’acquirente di rivolgersi ad altri fornitori non legati al venditore.

  • art. 160 del Reg. CE n. 2454/1993

    Se il pagamento delle royalties è a favore di un terzo, le condizioni dell’art. 157, par. 2, si considerano soddisfatte solo se il venditore o persona ad esso legata richiede all’acquirente di effettuare il pagamento.

Massime di principio

  • In tema di valore in dogana, le royalties devono essere aggiunte al valore di transazione quando sono riferite alle merci importate e costituiscono, secondo l’assetto concreto dei rapporti contrattuali, una condizione di vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" non richiede una formula espressa nel contratto, ma si ricava dalla verifica sostanziale se il venditore, o una persona ad esso legata, sarebbe disposto a vendere le merci anche in assenza del pagamento delle royalties.
  • Il concetto di controllo rilevante ai fini doganali va inteso in senso ampio e può essere anche di fatto, essendo sufficiente un potere di costrizione o di orientamento sul produttore/venditore o sull’acquirente.
  • Nel giudizio di legittimità è censurabile la sussunzione dei fatti accertati nella fattispecie normativa, quando il giudice di merito abbia erroneamente qualificato giuridicamente elementi di fatto già acquisiti.
  • Nei contratti di licenza relativi a marchi o modelli, clausole che attribuiscono al licenziante poteri incisivi di approvazione preventiva dei prodotti, ispezione, controllo documentale o risoluzione del rapporto possono costituire indici del controllo richiesto dalla disciplina doganale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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