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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4198/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Lorini era stato condannato in primo grado per il reato di turbativa d'asta (art. 353 c.p.) in relazione alla partecipazione e all'aggiudicazione di un immobile pignorato nei confronti del figlio Umberto. La ricostruzione accusatoria sosteneva che la partecipazione e il mancato tempestivo versamento del prezzo (con contestuale richiesta di chiarimenti sulle spese condominiali) costituivano artifici e manovre dilatorie finalizzate a ostacolare la procedura esecutiva e a precludere la libera concorrenza. In cassazione la difesa ha censurato la motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo e sulla presunta conoscenza delle spese condominiali, documentando la disponibilità di mezzi di pagamento e la successiva effettiva aggiudicazione e pagamento dell'immobile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste. I giudici di legittimità hanno osservato che, sebbene fossero presenti atti dilatori obiettivi, tali condotte rientrano nella sfera civilistica del mancato versamento del prezzo dell'aggiudicatario (disciplinata dagli artt. 585-587 c.p.c.) e non costituiscono mezzi fraudolenti o violenti idonei a integrare il reato di turbativa d'asta ai sensi dell'art. 353 c.p.; sono state considerate rilevanti la predisposizione di assegni con provvista e la successiva definitiva aggiudicazione con pagamento a favore di Lorini, nonché l'effettiva mancanza di conoscenza preventiva dell'ammontare delle spese condominiali.

Norme richiamate

  • art. 353 cod. pen.

    La norma è stata interpretata dalla Corte come volta a sanzionare condotte caratterizzate da mezzi fraudolenti o violenti idonei a turbare la libertà degli incanti e la par condicio degli offerenti; nel caso di specie gli atti dilatori non sono stati ritenuti riconducibili a questa fattispecie penale.

  • artt. 585-587 cod. proc. civ.

    Le norme sulla decadenza dell'aggiudicatario e sull'inadempimento del pagamento del prezzo sono state richiamate per qualificare la vicenda come materia di natura prevalentemente civilistica, estranea alla rilevanza penale se manca l'uso di mezzi fraudolenti.

Massime di principio

  • La mera partecipazione all'asta e il successivo mancato pagamento del prezzo non costituiscono automaticamente turbativa d'asta: occorre dimostrare mezzi fraudolenti o violenti che abbiano effettivamente turbato la libera concorrenza o la par condicio tra offerenti.
  • La presenza di comportamenti dilatori (istanze, richieste di chiarimenti, condizioni sul pagamento) può essere rilevante solo se integrata da elementi che provino l'intenzione fraudolenta dell'aggiudicatario di impedire o alterare lo svolgimento regolare della gara.
  • La dimostrazione di disponibilità di mezzi finanziari (es. assegni con provvista) e la successiva effettiva aggiudicazione e pagamento sono indici che possono escludere l'elemento soggettivo del reato.
  • Questioni relative alla comunicazione di informazioni procedurali (es. ammontare delle spese condominiali) possono avere rilievo probatorio, ma la loro semplice omissione non è sufficiente a integrare il reato se non è provato che tale omissione abbia avuto carattere fraudolento e abbia inciso sulla parità di trattamento dei partecipanti.
  • In controversie con profili misti civilistici e penalistici è necessario distinguere illeciti penali (richiedono dolo e mezzi idonei a turbare la gara) da inadempimenti contrattuali o processuali regolati dal diritto civile/procedura civile.

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