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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45116/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del G.I.P. che non aveva convalidato l'arresto eseguito il 20/03/2023 per detenzione ai fini di spaccio (cocaina g. 36,94 e hashish g. 6,5). Il ricorso deduceva che il giudice aveva travisato i limiti del giudizio di convalida: invece di verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria alla luce degli elementi disponibili al momento della flagranza, aveva riqualificato il fatto ai sensi del comma 5 dell'art. 73 d.P.R. 309/90 (reato per il quale l'arresto è facoltativo) e aveva valutato in termini di gravità indiziaria e personalità dell'indagato, argomenti estranei al sindacato proprio del giudice della convalida.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendolo fondato. Ha rilevato che il G.I.P. ha fornito motivazione carente e ha travisato i dati oggettivi (peso rilevante della cocaina, tipologia delle sostanze, bilancino, narcotest positivo, comportamento agitato dell'indagato), operando una riqualificazione non consentita nella sede di convalida. Pertanto ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato la legittimità dell'arresto eseguito nei confronti di Marco Caccianti.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73

    La Corte ha ritenuto che la detenzione della quantità di cocaina sequestrata rientrasse nella fattispecie più grave (commi 1 e 4), per la quale l'arresto è obbligatorio, e che la riqualificazione al comma 5 (che prevede arresto facoltativo) effettuata dal G.I.P. fosse ingiustificata alla luce degli elementi oggettivi.

  • Codice di procedura penale, art. 381

    solo se presente nel testo

    Richiamato come criterio per la verifica dei presupposti dell'arresto; la convalida deve accertare, in base agli elementi all'epoca disponibili, la ragionevolezza della valutazione della gravità del fatto o della pericolosità dell'indagato senza sindacare la responsabilità.

  • Codice di procedura penale, art. 380

    solo se presente nel testo

    Richiamato fra le norme che delimitano i reati configurabili in stato di flagranza e che pertanto possono essere oggetto di controllo nella convalida.

  • Codice di procedura penale, art. 386, comma 3

    solo se presente nel testo

    Menzionato come parte del quadro normativo che limita il sindacato nel giudizio di convalida rispetto ai termini e agli scopi del procedimento cautelare.

  • Codice di procedura penale, art. 390, comma 1

    solo se presente nel testo

    Richiamato per richiamare i limiti processuali connessi alla fase cautelare e alla successiva decisione sulle misure coercitive.

  • Codice di procedura penale, art. 657

    solo se presente nel testo

    Richiamato dalla Corte per indicare l'interesse del pubblico ministero a impedire effetti di fungibilità della detenzione e per evitare pretese di riparazione per ingiusta detenzione.

Massime di principio

  • Il sindacato del giudice della convalida dell'arresto è limitato alla verifica della legittimità e della ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi disponibili al momento dell'arresto; non può sostituirsi alla valutazione di merito sulla responsabilità penale.
  • La riqualificazione del reato in sede di convalida non è ammessa se si fonda su un esame approfondito della gravità indiziaria o sulla valutazione della personalità dell'indagato; ciò rientra nella fase cautelare o di merito.
  • Per la convalida dell'arresto per reati di stupefacenti è spesso sufficiente il riconoscimento della sostanza da parte degli operatori e il riscontro di elementi oggettivi (quantitativi non irrilevanti, bilancino, comportamento dell'arrestato); il narcotest positivo rafforza la legittimità dell'intervento ma non è sempre indispensabile per la convalida.
  • Nel caso di annullamento di un provvedimento di mancata convalida quando la questione è ormai esaurita, la Cassazione può disporre l'annullamento senza rinvio se è superfluo un nuovo esame di merito formale.
  • Il pubblico ministero ha interesse a impugnare le ordinanze di non convalida per evitare conseguenze sulla esecuzione di eventuali pene precedenti, richieste di riparazione e per tutelare l'operato della polizia giudiziaria quando ritenga l'arresto giustificato.

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