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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42126/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 16/02/2023 del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato l'appello ex art. 310 c.p.p. proposto da Curello contro l'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia del 05/07/2021 che aveva respinto la richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere. Le censure del ricorrente vertevano su: (1) vizio di motivazione nella valutazione di elementi sopravvenuti (in particolare le dichiarazioni del collaboratore Mantella) e sulla loro incidenza sulla gravità indiziaria e sulla partecipazione del ricorrente; (2) vizio di motivazione nella valutazione della consulenza medica di parte, che la difesa riteneva allegata dopo la precedente trattazione e quindi qualificabile come elemento nuovo rilevante ai fini della valutazione delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il primo motivo infondato: il Tribunale aveva adeguatamente motivato il mancato riconoscimento della decisività delle dichiarazioni sopravvenute, richiamando le intercettazioni che confermerebbero la partecipazione dell'indagato alle attività illecite. Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato: la consulenza medica di parte era stata effettivamente depositata successivamente alla trattazione dell'appello e doveva essere considerata elemento nuovo. Perciò la Corte ha annullato il provvedimento impugnato limitatamente alla valutazione delle condizioni di salute del ricorrente e ha rinviato al Tribunale di Catanzaro per nuovo giudizio su quel punto; ha rigettato il ricorso nel resto.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello contro le ordinanze in materia cautelare; applicata quale titolo dell'impugnazione del ricorrente.

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Richiamato per la disciplina degli 'elementi sopravvenuti': la decisione chiarisce che il giudice d'appello deve valutare se tali elementi siano effettivamente nuovi e decisivi, e se non lo ritenga è sufficiente motivare il perché senza reiterare tutta la precedente istruttoria.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiesto per i limiti di impugnazione in cassazione; la Corte ha ritenuto il ricorso formulato nei limiti consentiti.

  • art. 416-bis, 512-bis, 416-bis.1 cod. pen.

    Norme penali indicate come fattispecie contestate all'indagato; forniscono il contesto del rischio e della gravità indiziaria valutata dai giudici cautelari.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione della Corte di cassazione.

Massime di principio

  • In appello avverso il rigetto di una richiesta di revoca/sostituzione di misura cautelare il tribunale non è tenuto a riesaminare integralmente la sussistenza delle esigenze cautelari, ma deve valutare specificamente gli elementi nuovi o sopravvenuti e motivare adeguatamente se li ritiene non decisivi.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono essere valutate come elementi sopravvenuti, ma il giudice può ritenere che non siano decisivi se esistono altre risultanze (es. intercettazioni) che confermano il quadro probatorio; in tal caso è sufficiente motivare il rifiuto senza ripetere tutta la precedente istruttoria.
  • Documentazione medico-legale depositata dopo la precedente trattazione rappresenta elemento nuovo che il giudice deve considerare; l'omissione del corretto esame di tale documentazione può determinare annullamento limitato della decisione e rinvio per nuovo giudizio su quel punto.
  • La parte che invoca elementi nuovi ha l'onere di dimostrarne la novità e la potenziale incidenza sul quadro probatorio: se riesce solo su punto parziale, l'esito può essere un annullamento limitato e non la revoca automatica della misura.
  • La Corte di cassazione tende a rispettare l'effetto devolutivo dell'appello sul punto specifico impugnato e ad evitare la rinnovazione completa della motivazione già svolta, salvo che gli elementi sopravvenuti siano effettivamente decisivi.

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