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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37274/2021 del 29/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

I ricorrenti, dipendenti di un ente pubblico, avevano agito per ottenere il risarcimento del danno da abusiva reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato e, separatamente, il riconoscimento di incrementi retributivi legati all'anzianità di servizio maturata durante il periodo di precarietà, invocando il principio di non discriminazione tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato. La Corte d'appello aveva però rigettato entrambe le domande. In cassazione i lavoratori hanno dedotto tre motivi: 1) violazione delle norme sulla rappresentanza in giudizio dell'Avvocatura dello Stato, sostenendo che fosse necessaria una procura speciale per la costituzione dell'ente; 2) violazione delle regole sul risarcimento del danno da abuso del contratto a termine, nonché della clausola 5 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato e dei principi di equivalenza ed effettività, lamentando che la successiva stabilizzazione non fosse di per sé satisfattiva quando ottenuta tramite procedure selettive pubbliche; 3) violazione dell'art. 360 n. 5 c.p.c. e delle norme sulla non discriminazione retributiva, censurando l'apprezzamento delle prove in ordine alla mancata valorizzazione dell'anzianità di servizio e alla dedotta discriminazione economica.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, perché per l'ente convenuto era sufficiente il patrocinio autorizzato dell'Avvocatura dello Stato, senza necessità di procura speciale, e quindi l'appello proposto dall'Avvocatura non era irrituale. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo, rilevando che la censura non individuava specifici fatti storici omessi né superava la ratio decidendi della sentenza impugnata, fondata sulla genericità delle deduzioni circa la discriminazione economica. Ha invece accolto il secondo motivo, affermando che, nelle ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine nel lavoro pubblico privatizzato, la stabilizzazione può avere efficacia riparatoria solo se vi sia una stretta correlazione causale e soggettiva tra abuso e immissione in ruolo; tale correlazione non è automatica quando l'assunzione a tempo indeterminato avvenga all'esito di procedure concorsuali o selettive, ancorché riservate ai soli dipendenti a termine. La sentenza è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione per nuovi accertamenti sui singoli casi dei ricorrenti e per la liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 83 c.p.c.

    È richiamato per escludere la necessità della procura speciale quando l'ente è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato in regime di patrocinio autorizzato.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Costituisce il parametro del primo motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Costituisce il parametro del terzo motivo, ma la censura è ritenuta inammissibile perché non indica specifici fatti decisivi omessi.

  • artt. 1-11 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611

    Delimitano il patrocinio obbligatorio dell'Avvocatura dello Stato, non applicabile all'ente convenuto.

  • art. 43 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611

    Individua il patrocinio autorizzato, applicabile all'ente convenuto in presenza di speciale previsione normativa.

  • art. 45 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611

    È richiamato insieme all'art. 43 per la disciplina del patrocinio autorizzato.

  • art. 11 L. 3 aprile 1979, n. 103

    È richiamato quale norma modificativa della disciplina del patrocinio autorizzato dell'Avvocatura dello Stato.

  • art. 28, co. 6-bis, L. 133/2008

    È indicato come base normativa speciale che consente il patrocinio autorizzato dell'ente convenuto.

  • clausola 5, punto 1, Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE

    È richiamata per il divieto di abuso del ricorso ai contratti a termine e per la tutela contro la precarizzazione e la discriminazione rispetto ai lavoratori stabili.

  • principi di equivalenza ed effettività

    Sono richiamati come criteri eurounitari per valutare l'efficacia della tutela risarcitoria e della stabilizzazione.

Massime di principio

  • Nel lavoro pubblico privatizzato, la successiva immissione in ruolo del lavoratore a termine può escludere o attenuare il danno da abusiva reiterazione dei contratti solo se esiste una stretta correlazione causale tra l'abuso e la stabilizzazione ottenuta.
  • La stabilizzazione non ha efficacia riparatoria automatica quando l'assunzione a tempo indeterminato derivi da una procedura concorsuale o selettiva fondata sul merito, anche se riservata a personale già precario.
  • Chi deduce un danno da abuso del contratto a termine deve allegare e, se contestato, dimostrare i concreti pregiudizi ulteriori non assorbiti dalla successiva assunzione stabile.
  • La censura di omesso esame ex art. 360 n. 5 c.p.c. è inammissibile se non individua uno o più specifici fatti storici decisivi trascurati dal giudice di merito.
  • La denuncia di discriminazione retributiva richiede allegazioni puntuali sulla concreta modalità di trattamento differenziato; la mera affermazione di una svalutazione dell'anzianità di servizio, se generica, non è sufficiente a fondare la domanda.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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