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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36809/2023 del 05/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello del 7 luglio 2022: Caruso deduce vizi di motivazione e di diritto sostenendo di essere un mero prestanome nominato dopo le condotte distrattive, contesta il diverso trattamento rispetto a coimputati e la mancata valutazione della continuazione esterna; Fasulo censura omessa escussione di teste (Marchese), l'insussistenza dell'associazione per delinquere e la carenza di riscontri probatori sui capi N, O, V nonché errori nella determinazione della pena; Ciubotaru lamenta la motivazione carente, l'uso di argomentazioni tratte da altra posizione (Li Calzi), l'assenza di prova del suo potere gestionale e la valutazione illogica delle firme e delle imputazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Fasulo (le censure erano in gran parte attacchi alla valutazione di merito o prive di incidenza decisiva), ha ritenuto fondati i ricorsi di Caruso e Ciubotaru e ha disposto: per Ciubotaru, annullamento senza rinvio limitatamente al capo R) perché il reato è estinto per prescrizione, e annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Caltanissetta con riferimento al capo S) per nuovo esame; per Caruso, annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Caltanissetta per nuovo giudizio sui reati residui a lui ascritti. Le questioni relative al trattamento sanzionatorio sono assorbite dalle decisioni di responsabilità.

Norme richiamate

  • D.lgs. n. 74 del 2000, art. 5

    Riguarda l'omessa presentazione della dichiarazione fiscale; la Corte ha ritenuto applicabile la responsabilità dell'amministratore formale se sussiste l'elemento soggettivo richiesto.

  • D.lgs. n. 74 del 2000, art. 10

    Riguarda l'occultamento della documentazione contabile: l'amministratore apparente può essere ritenuto responsabile per reati documentali se è dimostrata concreta consapevolezza dello stato delle scritture.

  • D.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-quater

    Riguarda l'omesso versamento/indebita compensazione: la giurisprudenza applicata ammette responsabilità anche del prestanome/amministratore formale se è provato il requisito soggettivo del reato.

  • Codice penale, art. 416

    Define l'associazione per delinquere; la sentenza conferma che, ove provati gli elementi costitutivi (organizzazione, scopo, ruoli), può essere applicata all'organizzatore (qui Fasulo).

  • Legge fallimentare, artt. 223-216 (bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale)

    Distinzione tra bancarotta documentale (più facilmente imputabile all'amministratore formale se consapevole della sottrazione/omissione delle scritture) e bancarotta patrimoniale/distrazione (per la quale non sussiste automatica responsabilità del prestanome senza prova della consapevolezza dolosa).

  • Codice penale, art. 40 (comma secondo) e Cod. civ. art. 2932

    Richiamati in relazione al concorso e alla figura del prestanome; l'amministratore di diritto può rispondere per omesso impedimento dell'evento se presente l'elemento soggettivo.

  • Codice penale, artt. 62-bis e 133

    Riguardano le circostanze attenuanti e l'equivalenza/aggravamento nella determinazione della pena; la Corte rileva che il giudizio di bilanciamento è insindacabile in Cassazione se congruamente motivato.

  • Codice di procedura penale, art. 192

    Obbligo di motivazione delle decisioni; la Corte censura la sentenza d'appello quando essa riporta argomentazioni assertive o trasferite da altra posizione senza adeguata specificazione.

  • Codice di procedura penale, art. 125

    Principio generale della motivazione delle decisioni; invocato dai ricorrenti per prospettare carenze motivazionali della Corte territoriale.

  • Codice di procedura penale, art. 81

    Riguarda la continuazione dei reati e la possibilità di riconoscere la continuazione esterna; il mancato esame documentale puo' incidere sulla valutazione della continuazione.

  • D.lgs. n. 74 del 2000, art. 17 (comma 1-bis)

    Utilizzato per il calcolo del termine di prescrizione, comprensivo degli aumenti e dei periodi di sospensione; ha determinato la maturazione della prescrizione per il capo R) di Ciubotaru.

Massime di principio

  • La mera nomina quale amministratore formale (prestanome) non esclude automaticamente responsabilità penale: è necessario valutare la consapevolezza e l'elemento soggettivo richiesto dal reato (specialmente per reati tributari e per reati documentali fallimentari).
  • Per la bancarotta, occorre distinguere tra responsabilità per occulta o omessa tenuta delle scritture (più facilmente imputabile all'amministratore formale se consapevole) e distrazione patrimoniale (per la quale non è automatica la responsabilità del prestanome senza prove della partecipazione dolosa).
  • La valutazione del giudice di merito sulle prove e sul bilanciamento delle circostanze (aggravanti/attenuanti) è difficilmente sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e completa; viceversa, motivazioni descrittive, contraddittorie o trasferite da altra posizione possono giustificare annullamento e rinvio.
  • La censura per omessa assunzione di prova è ammissibile solo se la prova omessa risulta decisiva e la parte indica concretamente in che modo la sua assunzione avrebbe cambiato la ricostruzione dei fatti; mere affermazioni di decisività sono inammissibili.
  • Nel calcolo della prescrizione per reati tributari occorre tener conto delle specifiche norme aumentative e dei periodi di sospensione; la prescrizione può portare all'annullamento senza rinvio quando matura per il capo contestato.
  • Quando si contesta la qualificazione e l'inquadramento delle prove (es. file informatici, firme false), è necessario fornire elementi concreti di manipolazione o inattendibilità; altrimenti il giudice di legittimità ritiene la valutazione del merito insindacabile.

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