Sentenza del 24/01/2019 n. 653 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 59/2019 ACCERTAMENTO - MOTIVAZIONE - Rinvio al p.v.c. redatto dalla Guardia di Finanza portato a conoscenza della parte - Sufficienza - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato l'avviso di pagamento relativo all'anno 2007, contestando la decadenza dell'Amministrazione dall'accertamento, la carenza di motivazione dell'atto per violazione dell'art. 7 della legge n. 212/2000 e di norme costituzionali, l'errata valutazione degli elementi probatori e l'insussistenza delle operazioni fittizie di acquisto di prodotti petroliferi contestate dalla Guardia di Finanza.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello. Ha ritenuto tempestivo l'accertamento, poiché il termine decorreva dalla scoperta del fatto illecito, individuata nella comunicazione della notizia di reato alla Procura del 16 gennaio 2012. Ha inoltre ritenuto sufficiente la motivazione dell'avviso, fondato per relationem sul processo verbale della Guardia di Finanza del 28 febbraio 2013, regolarmente portato a conoscenza del contribuente. Nel merito, il quadro indiziario è stato giudicato grave, preciso e concordante, anche in ragione della contabilità extracontabile e degli elementi risultanti dall'indagine penale. Il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in 12.000 euro oltre accessori.
Norme richiamate
Art. 15 del D.Lgs. n. 504/1995
In caso di comportamenti omissivi, il termine rilevante per la contestazione decorre dalla scoperta del fatto illecito e non necessariamente dalla successiva iscrizione del soggetto nel registro degli indagati.
Art. 7 della legge n. 212/2000
L'obbligo di motivazione dell'avviso di accertamento può essere assolto mediante motivazione per relationem, con rinvio a un processo verbale della Guardia di Finanza già portato a conoscenza del contribuente e contenente motivazioni congrue.
Articoli 3, 23, 24, 53 e 97 della Costituzione
Le dedotte violazioni costituzionali non sono state ritenute sussistenti, poiché l'atto impositivo risultava sufficientemente motivato e fondato su elementi probatori adeguati.
Massime di principio
- Un avviso di accertamento può essere validamente motivato per relationem quando richiama un verbale della Guardia di Finanza già conosciuto dal contribuente e idoneo a illustrare in modo concreto i presupposti della pretesa fiscale.
- La contestazione della motivazione non è sufficiente se il contribuente si limita a negare genericamente gli addebiti senza indicare quali elementi dell'atto o del verbale siano incomprensibili o non siano stati portati a conoscenza.
- La contabilità extracontabile, se esaminata insieme ad altri elementi, può costituire un indizio particolarmente significativo dell'esistenza di operazioni non dichiarate o inesistenti.
- In presenza di un illecito omissivo, il termine per l'accertamento può decorrere dalla scoperta effettiva del fatto illecito, documentata dalla comunicazione della notizia di reato, anziché da un momento successivo come l'iscrizione nel registro degli indagati.
- La mera riproposizione in appello delle argomentazioni già respinte in primo grado, senza confutare puntualmente la motivazione della sentenza, tende a condurre al rigetto del gravame.
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