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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31920/2025 del 25/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito di condanna confermata in appello è quindi rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per il reato di reingresso nello Stato di straniero espulso e per un reato connesso di falso in documento, contestando: 1) la parte della decisione in cui la Corte territoriale aveva ritenuto insindacabile il provvedimento amministrativo di espulsione, sostenendo in sostanza che il decreto di espulsione fosse illegittimo e che ciò dovesse incidere sulla tenuta della condanna; 2) la misura dell'aumento di pena applicato per la continuazione, ritenuto eccessivo. La Corte di cassazione ha rilevato che la prima censura era già stata risolta dalla giurisprudenza nel senso della non disapplicabilità del decreto di espulsione illegittimo, poiché esso non costituisce presupposto del reato e ha esaurito i suoi effetti con l'esecuzione dell'ordine di allontanamento. Quanto alla seconda doglianza, ha osservato che la sentenza impugnata aveva motivato adeguatamente l'aumento per il reato-satellite facendo riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p., mentre il ricorso si limitava a una critica generica del potere discrezionale del giudice, senza specifiche censure logico-giuridiche.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 13, d.lgs. n. 286 del 1998

    norma incriminatrice richiamata per il reingresso non autorizzato nel territorio dello Stato da parte dello straniero espulso; il decreto di espulsione illegittimo non è stato ritenuto disapplicabile dal giudice penale una volta eseguito l'ordine di allontanamento.

  • art. 497 c.p.

    norma richiamata tra i reati oggetto di condanna confermata in appello; dal testo non emerge una specifica questione interpretativa autonoma su questa fattispecie.

  • art. 133 c.p.

    criterio utilizzato per giustificare l'entità dell'aumento di pena per il reato-satellite nella continuazione, con riferimento alla gravità del fatto e alla capacità a delinquere.

Massime di principio

  • Nel reato di reingresso non autorizzato dello straniero espulso, il giudice penale non può disapplicare il decreto amministrativo di espulsione per asserita illegittimità quando esso abbia già esaurito i propri effetti con l'esecuzione dell'ordine di allontanamento; tale decreto non integra, in sé, un presupposto del reato.
  • La censura sull'aumento di pena per la continuazione è inammissibile quando si risolve in una critica generica dell'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, senza indicare specifici vizi logici o giuridici della motivazione.
  • Ai fini della determinazione dell'aumento di pena per il reato-satellite, è sufficiente un richiamo coerente ai criteri di cui all'art. 133 c.p., in particolare alla gravità del fatto e alla capacità a delinquere, purché la motivazione consenta di comprendere il percorso seguito dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFavoreggiamento immigrazioneUso di atto falso
RamiProcesso penaleReati contro la fede pubblicaImmigrazione
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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