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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31469/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha prodotto la remissione di querela con rituale accettazione intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. La questione centrale è se la remissione di querela, accettata, determini l'estinzione del reato e renda quindi annullabile la sentenza di merito, a prescindere da eventuali questioni di inammissibilità del ricorso, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e ritualmente accettata, ha determinato l'estinzione del reato. Essendo soddisfatti tutti gli elementi costitutivi della fattispecie estintiva e risultando il ricorso tempestivo, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 152 cod. pen. Inoltre, non essendo emerso diverso accordo tra remittente e accettante, le spese processuali sono state poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, cod. proc. pen.; la sentenza impugnata è quindi annullata e l'imputato è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 152 cod. pen.

    art. 152 c.p. (remissione di querela e estinzione del reato)

    La remissione di querela, quando ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato; conseguentemente il giudice di legittimità deve rilevare e dichiarare l'estinzione e annullare la sentenza impugnata senza rinvio.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 340, comma 4, c.p.p. (spese processuali in caso di remissione di querela)

    In mancanza di diverso accordo tra remittente e accettante, le spese del procedimento restano a carico del querelato.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Chiasserini, Rv. 227681 - 01

    Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini)

    Principio secondo cui la remissione di querela intervenuta e accettata in pendenza del ricorso per cassazione estingue il reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità, a condizione che il ricorso sia tempestivo.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, estingue il reato e impone alla Corte di cassazione di annullare la sentenza impugnata senza rinvio.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela prevale su questioni processuali di inammissibilità del ricorso; il giudice di legittimità deve rilevarla d'ufficio quando ne sia documentata l'intervenuta remissione e accettazione.
  • Perché l'effetto estintivo operi in cassazione è necessario che il ricorso sia stato tempestivamente proposto rispetto ai termini previsti; l'assenza di tempestività può precludere l'applicazione del principio.
  • La remissione di querela deve essere formale e la sua accettazione rituale: la correttezza formale dei documenti è rilevante per il riconoscimento dell'effetto estintivo.
  • In assenza di diverso accordo tra remittente e accettante, le spese processuali restano a carico del querelato (art. 340, comma 4, c.p.p.); pertanto occorre valutare eventuali patti tra le parti per gli oneri di processo.
  • La pronuncia di estinzione del reato in sede di legittimità comporta generalmente l'annullamento senza rinvio, ma non incide automaticamente su profili diversi (es. responsabilità civile) salvo espressa statuizione o diversa previsione di legge.

Testo integrale

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