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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23783/2022 del 29/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La lite trae origine da una domanda di restituzione di alcuni preziosi proposta da una persona fisica contro unaltra persona fisica davanti al Tribunale di Pavia. L'attrice sosteneva di esserne proprietaria esclusiva oppure di averli ricevuti in uso ai sensi dell'art. 540, secondo comma, c.c. Il Tribunale aveva accolto la domanda. La convenuta aveva appellato la sentenza, ma la Corte d'appello di Milano aveva rigettato l'impugnazione e, pur confermando la soccombenza dell'appellante, aveva compensato le spese del grado richiamando la natura della lite e il comportamento processuale delle parti. La soccombente in appello ha proposto ricorso per cassazione principale con due motivi, lamentando: 1) violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. e dell'art. 111 Cost. per indebita compensazione delle spese nonostante la totale soccombenza dell'appellante; 2) violazione degli artt. 132 c.p.c. e 111 Cost. per motivazione solo apparente sulla compensazione delle spese. Anche la controparte, costituitasi con controricorso, ha proposto ricorso incidentale con due motivi sostanzialmente corrispondenti, chiedendo anch'essa la cassazione della statuizione sulle spese.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati sia il ricorso principale sia quello incidentale. Ha affermato che la compensazione delle spese, in assenza di reciproca soccombenza, richiede la presenza di gravi ed eccezionali ragioni da indicare esplicitamente in motivazione; nella specie, i richiami alla natura della lite e a un generico comportamento processuale delle parti non erano sufficienti, perche9 la condotta processuale puf2 rilevare solo se concretamente contraria a buona fede. Per tali ragioni la sentenza d'appello e8 stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimite0.

Norme richiamate

  • art. 91 c.p.c.

    Il criterio generale e8 quello della soccombenza nella regolazione delle spese di lite.

  • art. 92 c.p.c.

    Nella formulazione applicabile ratione temporis, la compensazione delle spese in assenza di reciproca soccombenza e8 consentita solo in presenza di gravi ed eccezionali ragioni, che devono essere specificamente indicate in motivazione.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione all'obbligo di motivazione della decisione sulle spese.

  • art. 132 c.p.c.

    La motivazione della statuizione sulle spese non puf2 essere apparente o meramente assertiva.

  • art. 1175 c.c.

    Il comportamento processuale delle parti puf2 rilevare ai fini della compensazione solo se concretamente contrario al principio di buona fede.

  • art. 540, secondo comma, c.c.

    Richiamato solo come base della pretesa di uso sui preziosi; non oggetto della decisione di legittimite0.

Massime di principio

  • In tema di spese processuali, la compensazione fuori dai casi di reciproca soccombenza e8 eccezionale e richiede la puntuale indicazione, in sentenza, di gravi ed eccezionali ragioni riferite a specifiche circostanze della controversia.
  • La mera formula della abnatura della litebb o un richiamo generico al comportamento processuale delle parti non sono di per se9 idonei a giustificare la deroga al criterio della soccombenza.
  • Il comportamento processuale della parte puf2 assumere rilievo ai fini della compensazione delle spese solo se, in concreto, risulti contrario a buona fede e correttezza.
  • La statuizione sulle spese deve essere sorretta da motivazione effettiva e specifica; una motivazione solo apparente integra vizio censurabile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieSpese di lite
RamiProcesso civileContratti
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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