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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24740/2022 del 12/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Un soggetto aveva chiesto al giudice tutelare di disapplicare i provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri adottati per la prevenzione della diffusione del COVID-19, assumendo che essi avessero inciso su libertà e dignità dei cittadini e sostenendo che la tutela di tali posizioni spettasse al giudice tutelare. Il giudice tutelare del Tribunale di Pesaro aveva dichiarato l’istanza inammissibile per difetto di competenza. Avverso tale provvedimento il ricorrente ha proposto regolamento necessario di competenza ex art. 42 c.p.c., chiedendo altresì, richiamando l’art. 384 c.p.c., che la Corte dichiarasse l’illegittimità dei D.P.C.M. per violazione degli artt. 13, 16 e 32 Cost. e ne disponesse la disapplicazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato, in primo luogo, che il ricorso non risultava notificato e che non conteneva l’indicazione, né espressa né indiretta, della parte contro cui era proposto. Ha inoltre osservato che la censura prospettava una competenza del giudice tutelare non sussistente, poiché la doglianza, del tutto generica, non rientrava nelle attribuzioni assegnate dalla legge al giudice ordinario e, in particolare, al giudice tutelare. La Corte ha anche precisato che il richiamo all’art. 384 c.p.c. era erroneo, trattandosi di disposizione riferita a fattispecie distinta dal regolamento di competenza. Nulla è stato disposto sulle spese. È stato altresì dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 42 c.p.c.

    viene richiamato dal ricorrente come base del regolamento necessario di competenza, ma la Corte non ne accoglie l’impostazione perché la competenza invocata è insussistente e il ricorso presenta ulteriori vizi formali.

  • art. 384 c.p.c.

    il riferimento è ritenuto erroneo, perché la norma riguarda una fattispecie distinta dal regolamento di competenza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato per determinare la misura dell’ulteriore importo dovuto, pari a quello previsto per il ricorso principale, ove dovuto.

  • artt. 13, 16 e 32 Cost.

    sono invocati dal ricorrente come parametri costituzionali violati dai D.P.C.M., ma la Corte non entra nel merito della dedotta illegittimità costituzionale perché il ricorso è dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • Il regolamento di competenza è inammissibile quando il ricorso non è notificato e non consente di individuare la parte contro cui è proposto.
  • La censura sulla competenza deve riguardare un potere effettivamente attribuito dalla legge al giudice adito: non è ammissibile prospettare una competenza del giudice tutelare in assenza di un fondamento normativo specifico.
  • Il richiamo a norme processuali deve essere pertinente alla конкретa impugnazione proposta; il riferimento a disposizioni inconferenti non sana i vizi del ricorso.
  • La Corte non può esaminare il merito di dedotte illegittimità costituzionali o amministrative quando il ricorso è inammissibile per ragioni processuali preliminari.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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