Cassazione Penale, Sentenza n. 39168/2022 del 18/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) censura della dichiarazione di responsabilità per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), con critica alla motivazione utilizzata dai giudici di merito; (2) censura della responsabilità per il reato di frode fiscale (art. 2, d.lgs. n. 74/2000) ascritto al ricorrente per gli anni d'imposta 2009 e 2010, deducendo l'assenza di elementi oggettivi e soggettivi idonei a dimostrare il suo apporto al meccanismo fraudolento (in particolare lamentando che non emergerebbe alcun contributo materiale diverso dal mero invio delle dichiarazioni fiscali).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte d'appello, anche mediante richiamo per relationem alla sentenza di primo grado, e ha confermato la valutazione che Neri era un professionista fiscale fiduciario, consapevole della fittizietà delle operazioni poste in essere dalla International Management Expert Srl, avendo inserito fittizi crediti in dichiarazione, gestionato cessioni di crediti rilevanti e retrocesso somme come contropartita senza giustificazione. La Cassazione ha inoltre affermato che l'appartenenza all'associazione per delinquere può essere desunta dalla partecipazione a un solo reato 'fine' se il ruolo e le modalità dell'azione evidenziano l'uso dei mezzi del sodalizio e la qualità di membro. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che l'appartenenza all'associazione per delinquere possa essere desunta anche dalla partecipazione a un singolo reato 'fine' quando il ruolo svolto e le modalità operative mostrino l'uso autonomo dei mezzi del sodalizio, evidenziando così un vincolo associativo
La norma sul reato fiscale è stata applicata con riferimento alla responsabilità per l'indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni; la corte ha ritenuto provato il concorso nell'attività fraudolenta sulla base della posizione fiduciaria del ricorrente e delle operazioni gestite da lui
Applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a carico in caso di ricorso dichiarato inammissibile
Massime di principio
- Il giudice d'appello può motivare per relationem richiamando la motivazione di primo grado quando le censure siano riproposizioni già esaminate: non è obbligato a riesaminare ex novo tutte le deduzioni
- L'appartenenza a un'associazione per delinquere può essere accertata anche dalla partecipazione a un singolo reato 'fine' se il ruolo e le modalità di azione dimostrano l'uso dei mezzi del sodalizio e la qualità di membro, non di semplice esecutore occasionale
- Il ruolo fiduciario e la gestione di operazioni economico-finanziarie significative (es. inserimento di crediti fittizi in dichiarazioni, gestione di cessioni di crediti e retrocessioni di somme) possono costituire elementi decisivi per ricostruire la consapevolezza e la partecipazione a frodi fiscali
- La mera esecuzione formale di atti (es. invio di dichiarazioni) può risultare rilevante penalmente se valutata nel contesto probatorio complessivo che dimostra consapevolezza, gestione e vantaggio nelle operazioni illecite
- Se il ricorso in Cassazione ripropone ragioni già esaminate e ritenute infondate in primo grado, la Corte può dichiararlo inammissibile e irrogare sanzioni per il ricorrente ai sensi delle norme processuali
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