Cassazione Penale, Sentenza n. 47319/2022 del 14/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Rasia impugnava la conferma della condanna per bancarotta documentale semplice e bancarotta semplice per aggravamento del dissesto, lamentando: 1) travisamento della prova relativa alla tenuta dei libri contabili (assenza del solo libro giornale) e irrilevanza della sua mancanza dato che la curatela avrebbe potuto ricostruire i movimenti; 2) mancata riconducibilità a colpa grave per il presunto ritardo nel dichiarare il fallimento, in quanto la società era inattiva dal 2013 e non si sarebbe aggravato il dissesto; 3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall'art. 131‑bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché attiene a una rivalutazione dei fatti e delle prove riservata al giudice di merito. Ha ritenuto che i giudici di merito abbiano svolto un percorso argomentativo coerente in ordine alla responsabilità e al mancato riconoscimento della causa di non punibilità. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p. (modificato dalla legge n. 46/2006)
Impedisce alla Corte di Cassazione di riesaminare il merito dei fatti; non è consentita una nuova valutazione probatoria in sede di legittimità, rendendo inammissibili censure che si risolvono in una mera rivalutazione degli elementi di fatto
La causa di non punibilità va riconosciuta solo se emergono elementi concreti e valutati dal giudice; nel caso è stata rigettata perché i giudici di merito hanno compiuto una valutazione motivata
Consente la condanna alle spese e ad una somma a favore della cassa delle ammende per ricorsi manifestamente inammissibili o infondati per colpa del ricorrente
art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Regola la possibilità di trattare oralmente in udienza pubblica i ricorsi; qui riferita alla requisitoria del Procuratore generale depositata ai sensi della predetta norma
Massime di principio
- La Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove: censure che chiedono una rivalutazione dei fatti sono generalmente inammissibili
- Se la corte di merito articola un percorso argomentativo coerente e motivato, difficilmente la Cassazione accoglie censure basate su diversa lettura del medesimo materiale probatorio
- La causa di non punibilità ex art. 131‑bis c.p. richiede elementi specifici e valutazione motivata; la sua mera invocazione senza prova convincente non ottiene accoglimento
- Ricorsi manifestamente inammissibili o fondati su mere alternative probabilistiche possono comportare la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie a norma dell'art. 616 c.p.p.
- Nell'impugnazione di condanne per reati fallimentari, è essenziale concentrare i motivi su vizi di diritto tipici (nullità, violazioni procedurali, errori di diritto) anziché su una semplice riconsiderazione dei fatti
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