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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 27847/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

IT.A.M. aveva proposto opposizione al precetto sostenendo che il contratto di mutuo era un mutuo 'di scopo' e che non vi era stata reale erogazione delle somme, per cui il contratto non poteva costituire valido titolo esecutivo; contestava inoltre la contabilizzazione degli interessi e l'efficacia della risoluzione contrattuale. Dopo il rigetto dell'opposizione in sede di appello, IT.A.M. ha proposto ricorso per cassazione (affidato a un unico motivo non dettagliato nel testo fornito). La controparte ha eccepito l'inammissibilità del ricorso perché la società ricorrente era stata cancellata dal registro delle imprese prima della proposizione del ricorso, con conseguente mancanza di un mandante valido e quindi di procura speciale al difensore.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto da soggetto privo della procura speciale prescritta dall'art. 365 c.p.c.: la procura era inesistente in quanto conferita da una società già cancellata dal registro delle imprese, quindi mancava il rapporto di mandato. Pur rilevando anche l'improcedibilità per mancata produzione nel fascicolo della copia della sentenza impugnata munita della relata di notifica, la Corte ha ritenuto assorbente il vizio di inesistenza del soggetto ricorrente. Ha altresì ritenuto che la responsabilità per l'attività processuale inammissibile ricada sul difensore che ha sottoscritto e proposto il ricorso senza valida procura, condannandolo a rifondere le spese processuali (liquidate in Euro 7.800,00 per compensi e Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori) e ad adempiere l'ulteriore contributo unificato previsto. La Corte ha motivato la condanna richiamando l'obbligo di diligenza dell'avvocato nell'accertare l'esistenza dell'ente e i poteri di rappresentanza di chi sottoscrive la procura.

Norme richiamate

  • art. 365 cod. proc. civ.

    La procura speciale per proporre il ricorso per cassazione e comunque per rappresentare in determinati atti processuali è presupposto essenziale; in mancanza di un mandante esistente la procura non può ritenersi valida e il ricorso è inammissibile.

  • art. 23, comma 8-bis, D.L. n. 137/2020 (convertito) e successive proroghe

    Disciplina la possibilità di trattare e decidere cause in camera di consiglio senza discussione orale su richiesta delle parti; la vicenda è stata decisa in tale modalità in mancanza di richiesta di discussione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30/5/2002 n. 115

    Regola il contributo unificato: la Corte ha dato atto che, per effetto dell'inammissibilità imputata al difensore, sussistono i presupposti per l'applicazione di un ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso.

  • art. 1, comma 17, Legge 24/12/2012 n. 228 (richiamata nel testo)

    Norma richiamata per il regime delle udienze e delle modalità di trattazione eccezionali introdotte dalla normativa emergenziale (collegata all'art. 23 citato).

Massime di principio

  • Prima di proporre ricorsi in nome di una società verificare sempre l'esistenza e la vigenza della società nel registro delle imprese alla data del conferimento della procura e alla data di proposizione dell'atto.
  • La procura speciale per il ricorso per cassazione è essenziale: se non è stata conferita da un soggetto esistente il ricorso è inammissibile per mancanza di mandato.
  • L'avvocato che autentica la sottoscrizione della procura ha l'obbligo di diligenza nel verificare l'identità e i poteri rappresentativi del firmatario; la mancata verifica può comportare responsabilità personale e condanna alle spese.
  • Se la procura è inesistente (per esempio perché la società è già cancellata) l'attività processuale resta a carico esclusivo del difensore e la parte 'rappresentata' non subisce gli effetti favorevoli dell'azione; il difensore può avere azione di rivalsa verso chi ha materialmente attestato poteri inesistenti.
  • Al di là del problema della procura, in ricorsi per cassazione si deve comunque curare la completa documentazione procedurale: produrre copia della sentenza impugnata con relata di notifica è condizione di procedibilità.
  • Nel valutare responsabilità e spese occorre considerare la giurisprudenza consolidata: in casi simili la Corte può ritenere l'avvocato responsabile anche se fosse o meno consapevole della cancellazione della società, perché la verifica rientra nella diligenza professionale richiesta.

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