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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33955/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per tentata estorsione (modalita del cavallo di ritorno). Il ricorrente denunciava:\n- omissione/travisamento nella valutazione di elementi decisivi (dichiarazioni dell'imputato e del teste Catalano, nonche delle dichiarazioni degli agenti di polizia giudiziaria riguardo a un incontro mancato davanti all'ufficio postale), deducendo che la persona offesa fosse inattendibile e che la ricostruzione fattuale fosse viziata;\n- carenza di motivazione in ordine al riconoscimento della desistenza volontaria e/o del recesso attivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che la Corte d'appello avesse effettuato una rivalutazione sintetica ma sufficiente del compendio probatorio e che gli elementi indicati dal ricorrente non fossero decisivi; la credibilita del nucleo centrale delle dichiarazioni della persona offesa e la conferma anche da dati esterni (traffico telefonico) rendevano la valutazione immune da censure. Sul secondo motivo la Cassazione ha affermato che non era configurabile la desistenza volontaria poiche lo scongiuramento dell'azione era imputabile alla percezione della presenza delle forze dell'ordine (fattore esterno) e non a una autonoma e libera decisione dell'agente; neanche il recesso attivo risultava emerso. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8

    Evidenzia che il procedimento in Cassazione si e celebrato con contraddittorio scritto ai sensi della norma citata; implicita legittimazione della trattazione scritta degli atti.

  • codice penale, art. 56, comma terzo

    Richiamato per definire i presupposti della desistenza volontaria: la decisione di desistere deve essere libera, non determinata da cause esterne che abbiano impedito il proseguimento dell'azione; nel caso di reati di danno a forma libera, una volta compiuti gli atti idonei a produrre l'evento la desistenza non e configurabile e al piu opera la diminuzione per recesso attivo se l'agente compie atti volti a scongiurare l'evento.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Applicato per disporre le conseguenze dell'inammissibilita del ricorso: condanna alle spese processuali e liquidazione di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In cassazione le censure che puntano a un diverso apprezzamento della prova devono superare la soglia di ammissibilita dimostrando che gli elementi omessi siano decisivi; mere asserzioni di travisamento non sono sufficienti.
  • La rivalutazione della credibilita della persona offesa operata dai giudici di merito, se fondata sul nucleo centrale delle dichiarazioni e corroborata da elementi esterni (es. traffico telefonico), difficilmente puo essere rimessa in discussione in sede di legittimita.
  • La desistenza volontaria richiede una scelta libera e autonoma dell'agente di interrompere l'azione; l'interruzione dovuta a circostanze esterne (es. presenza delle forze dell'ordine) esclude la desistenza e non integra il recesso operoso, salvo che emergano atti attivi volti a scongiurare l'evento.
  • Quando il tentativo non si esaurisce per colpa o per intervento esterno non riconducibile alla volonta dell'agente, la riduzione di pena per recesso attivo non si applica se non vi e prova di comportamenti attivi idonei a impedire l'evento.
  • La declaratoria di inammissibilita in Cassazione puo comportare condanne alle spese e obblighi pecuniari (Cassa delle ammende) a carico del ricorrente.

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