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Sentenza

Sentenza n. 386/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l’esecuzione della sentenza n. 794/2024 pubblicata il 18.07.2024 dal Tribunale di Locri, Sezione Civile, Controversie in materia di lavoro e previdenza, notificata a mezzo pec in data 28.01.2025, passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202500372

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Locri che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2018/2019-2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'integrale esecuzione di una sentenza civile passata in giudicato, notificata al Ministero, con la quale era stato riconosciuto il diritto a percepire il beneficio economico di 500 euro annui tramite la Carta elettronica del docente per cinque anni scolastici, oltre interessi o rivalutazione. L'amministrazione non aveva dato tempestiva esecuzione alla pronuncia, inducendo la ricorrente a proporre il ricorso per ottemperanza. Nelle more del giudizio, la ricorrente ha documentato che il Ministero, tramite il gestore Sogei, aveva accreditato nel borsellino elettronico l'importo riconosciuto, mediante voucher, chiedendo pertanto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché è stata documentata l'effettiva e integrale soddisfazione del credito oggetto del giudizio di ottemperanza. Ha tuttavia condannato il Ministero al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 250 euro oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari della ricorrente. La condanna alle spese è stata giustificata dall'ingiustificato ritardo nell'esecuzione della sentenza, eseguita soltanto dopo la notificazione del ricorso per ottemperanza.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, utilizzato per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato non tempestivamente adempiuta dall'amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    È richiamato nella sentenza ottemperanda ai fini della decorrenza degli interessi o della rivalutazione sull'importo dovuto.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito in l. 30/1997

    È richiamato con riguardo alla notificazione della sentenza al Ministero.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la documentata integrale soddisfazione della pretesa riconosciuta dal giudicato comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La cessazione della materia del contendere per adempimento sopravvenuto non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese quando l'adempimento sia intervenuto tardivamente e soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza.
  • L'accredito su uno strumento elettronico destinato all'erogazione del beneficio riconosciuto dal giudicato costituisce esecuzione della pronuncia quando risulti documentata l'effettiva disponibilità dell'importo spettante al beneficiario.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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