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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27866/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per carenza assoluta della motivazione riguardo al nesso di pertinenzialità tra i reati ipotizzati (art. 512‑bis e 648‑bis c.p.: trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio) e i beni effettivamente sottoposti a sequestro probatorio (sei bottiglie di vino, sette orologi, un borsone, uno zaino, un bracciale, sette fucili, una canna, una "ottica"). Il ricorrente ha censurato che l'ordinanza del tribunale si è limitata a richiamare l'incompatibilità tra redditi e acquisti di automobili (che peraltro non erano soggette a sequestro) senza spiegare, per ciascuno dei beni vincolati, la correlazione con le provviste illecite del padre: mancava quantificazione del valore dei beni sequestrati, confronto con i redditi del ricorrente (2021-2023) e motivazione logica che giustificasse la conclusione che quei beni provenissero da proventi illeciti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio radicale di motivazione e ha annullato l'ordinanza impugnata disponendo il rinvio al Tribunale di Pistoia per un nuovo esame. La Corte ha precisato che, sebbene i fucili e le munizioni fossero stati sottoposti a sequestro amministrativo non probatorio, la doglianza relativa agli altri beni probatori era fondata perché il provvedimento di riesame non aveva esplicitato le ragioni del nesso di pertinenzialità tra quei beni e i reati contestati; inoltre non era stato effettuato un confronto tra il valore dei beni e i redditi accertati del ricorrente. La sentenza ordina quindi una nuova valutazione colmando la lacuna motivazionale.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    possono essere assoggettati a sequestro probatorio il "corpo di reato" e le "cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti"; "sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso, nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il prodotto o il prezzo"

    La Corte richiama che ai fini del sequestro probatorio è necessario che i beni siano strumenti, prodotti o prezzi del reato, o comunque pertinenti in modo non meramente occasionale, e che la motivazione del giudice indichi con chiarezza il rapporto funzionale tra i beni e i reati oggetto d'indagine

  • art. 512‑bis cod. pen.

    Norma che riguarda il trasferimento fraudolento di valori: ai fini del sequestro probatorio va dimostrato il collegamento tra i trasferimenti/operazioni e i beni ritenuti riconducibili ai proventi illeciti

  • art. 648‑bis cod. pen.

    Norma sul reato di riciclaggio: la misura probatoria deve essere sorretta da motivazione che mostri come i beni siano provento o riconducibili alla reimmissione nella circolazione di valori illeciti

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiamata nella sentenza)

    Il rimedio per cassazione avverso le ordinanze di sequestro probatorio è ammesso per violazione di legge, comprendendo errori in iudicando/in procedendo e vizi della motivazione così gravi da rendere l'argomentazione del tutto assente, meramente apparente o non comprensibile; ne consegue che il vizio motivazionale radicale rende annullabile il provvedimento

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede una motivazione specifica e puntuale che colleghi ciascun bene sequestrato al reato contestato: non basta richiamare elementi indiziari estranei (es. acquisti di auto non sottoposte a sequestro).
  • Il giudice deve quantificare o almeno valutare il valore dei beni sequestrati e confrontarlo con i redditi e le disponibilità accertate dell'indagato per rendere plausibile l'origine illecita dei beni.
  • I beni soggetti a sequestro probatorio devono essere indicati come strumenti, prodotti o prezzi del reato, o avere un rapporto non meramente occasionale con il fatto criminoso; in mancanza la misura è viziata per carenza motivazionale.
  • Le armi e le munizioni possono essere sottoposte a sequestro amministrativo anziché probatorio; ciò comporta differenti criteri di impugnazione e di valutazione rispetto ai sequestri probatori di oggetti ritenuti provento.
  • In sede difensiva è efficace articolare specifiche censure sul nesso di pertinenzialità e richiedere la comparazione tra valore dei beni e redditi dichiarati/accertati; in sede giurisdizionale il giudice di riesame deve rispondere puntualmente a tali censure o il provvedimento può essere cassato per vizio motivazionale.

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