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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43908/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello per plurime censure. Bledar contesta l'identificazione e la responsabilità a suo carico, denunciando vizio di motivazione per la prova fondata sulla sola titolarità dell'autovettura e sulla non completa affidabilità dell'identificazione fotografica; lamenta inoltre il diniego delle attenuanti generiche e motivazione apparente sul trattamento sanzionatorio. Florian deduce l'illegittimità della perquisizione e del sequestro (difetto di motivazione e assenza di pertinenzialità), la carenza di prova della provenienza delittuosa degli oggetti rinvenuti (salvo un accendino d'oro), la genericità dell'imputazione per ricettazione e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 62bis c.p.). Si censura altresì applicazione erronea di norme penali e processuali (art. 648 c.p., art. 533 c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a Bledar, ha ritenuto che la Corte d'appello avesse adeguatamente motivato l'identificazione sulla base delle deposizioni e del rinvenimento dei documenti nella vettura di proprietà del ricorrente; le doglianze riproducono argomenti già proposti in appello e sono generiche. Quanto a Florian, la Corte ha confermato che l'eventuale illegittimità della perquisizione non invalida automaticamente il sequestro del corpo del reato (art. 253 c.p.p.), e che la censura sulla provenienza delittuosa della merce era nuova e perciò preclusa in cassazione ai sensi dell'art. 609 c.p.p.; inoltre le valutazioni di fatto sono riservate al giudice di merito. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 253 c.p.p.

    Il sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti è atto dovuto; l'eventuale illegittimità della perquisizione non comporta automaticamente l'invalidità del sequestro.

  • art. 609 comma 2 c.p.p.

    In cassazione non possono essere dedotte questioni non prospettate nei motivi di appello, salvo quelle rilevabili d'ufficio; la doglianza sulla provenienza delittuosa della merce, non proposta in appello, è quindi preclusa.

  • art. 491 c.p.p.

    La nullità dell'imputazione per genericità deve essere dedotta tempestivamente (entro i termini previsti), altrimenti è inammissibile in sede successiva.

  • art. 616 c.p.p.

    Regola la condanna alle spese processuali e la determinazione delle somme da versare alla Cassa delle Ammende; la Corte ha disposto il versamento di Euro 3.000.

  • art. 648 c.p.

    Norma sostanziale sulla ricettazione richiamata dalla difesa; la Corte ha ritenuto che l'applicazione della norma fosse corretta alla luce della valutazione di merito sulle disponibilità degli oggetti da parte dell'imputato.

  • art. 533 c.p.p.

    Norma processuale richiamata dalla difesa (riguardo alla forma dell'imputazione/procedura), ma la Corte non ha ritenuto fondate le censure ad essa riferite.

  • art. 62bis c.p.

    Richiamata in relazione al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano adeguatamente motivato il loro diniego o valutazione, e che le doglianze fossero generiche.

  • DL 137/2020 art. 23 comma 8

    Norma procedurale citata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero; la Procura ha concluso per l'inammissibilità dei ricorsi.

Massime di principio

  • In materia di impugnazioni davanti alla Corte di Cassazione, non possono essere dedotte questioni nuove che non siano state formulate in appello salvo che siano rilevabili d'ufficio; perciò è essenziale articolare in appello tutte le doglianze rilevanti.
  • L'eventuale illegittimità formale di una perquisizione non comporta automaticamente l'invalidità del sequestro del corpo del reato: il sequestro, atto dovuto ex art. 253 c.p.p., può mantenere efficacia ai fini probatori.
  • La valutazione dell'attendibilità delle prove (identificazione, testimonianze, reperti trovati) è prerogativa del giudice di merito; la Cassazione non riscrive le valutazioni di fatto se motivate e non illogiche.
  • La mera residenza o disponibilità formale di un luogo non è di per sé sufficiente per escludere la necessità di prove sulla consapevolezza della provenienza illecita da parte dell'imputato; tuttavia, il rifiuto o l'assenza di spiegazioni plausibili può essere valutato negativamente dal giudice.
  • Le censure sulla genericità dell'imputazione e altre nullità procedurali devono essere sollevate tempestivamente nei termini processuali specifici (es. art. 491 c.p.p.), pena la perdita del rimedio.
  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche è necessario un'argomentazione specifica e individuale: la generica richiesta cumulativa, senza elementi di fatto distinti per ciascun imputato, è difficilmente efficace.

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