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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8102/2022 del 07/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva confermato l'applicazione degli arresti domiciliari per Russo, gravemente indiziato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990). Due motivi: (1) vizio di motivazione nella ritenuta partecipazione all'associazione, contestando l'assenza di prove di attività di spaccio e sostenendo che i rapporti dell'indagato si limitavano a pagamenti a due soggetti e non alcun ruolo di collettore né collegamento con i promotori; (2) vizio di motivazione sulla pericolosità e rischio di recidiva, rilevando che i contatti con altri indagati si erano interrotti dal 6/9/2019 e che l'attività captativa su Russo (15-29 marzo 2019) non aveva dato esito positivo.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto congruente e logica la motivazione del Tribunale di merito, che ha descritto la struttura organizzativa (un 'triunvirato' dirigente e articolazioni territoriali) e i ruoli intermedi (contabilità, riscossione). Ha valorizzato conversazioni e riscontri da cui risulta che Russo versava periodicamente somme (circa 300 euro al mese tramite Colubriale) riconducibili a una "tassa" per l'attività di spaccio e che era consapevole delle modalità e del ruolo di Campagna; pertanto è stata confermata la sussistenza dell'associazione ai sensi dell'art. 74 d.P.R. 309/1990 e la partecipazione di Russo. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto che gli elementi addotti non superassero la presunzione di pericolosità prevista dall'art. 275, comma 3 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 74

    La norma punisce l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha interpretato che la partecipazione può ricavarsi anche da contributi economici periodici e dalla consapevolezza delle modalità operative del gruppo, non richiedendo che tutti i partecipanti svolgano direttamente l'attività di spaccio

  • Codice di procedura penale - art. 275, comma 3

    Si applica la presunzione di pericolosità che giustifica misure cautelari; l'onere per il ricorrente di fornire elementi idonei a superare tale presunzione non è stato ritenuto assolto

Massime di principio

  • La partecipazione a un'associazione di spaccio può essere accertata anche in assenza di prove che il singolo abbia materialmente venduto droga, quando risultino contributi economici periodici, rapporti organizzativi e consapevolezza del ruolo dei vertici.
  • Pagamento sistematico di somme a esponenti dell'organizzazione (anche tramite intermediari) può configurare un apporto all'associazione e non soltanto un rapporto occasionale di debito.
  • La diversità di scopi individuali o l'esistenza di interessi economici differenti tra i partecipanti non esclude l'esistenza dell'associazione: l'elemento unitario è l'obiettivo comune di favorire il commercio di stupefacenti.
  • Per contrastare la conferma di una misura cautelare basata sulla presunzione di pericolosità è necessario fornire elementi concreti e specifici che incidano sulla valutazione del giudice; deduzioni generiche o riferimenti a captazioni «senza esito» e a interruzione di contatti non sono di per sé sufficienti.
  • In sede di impugnazione è determinante confrontarsi puntualmente con la motivazione del provvedimento di merito, spiegando il significato delle conversazioni e dei riscontri utilizzati a fondamento dell'ordinanza.
  • La cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso se i motivi non colgono un vizio di legge o una manifesta illogicità nella motivazione del giudice di merito.

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