Cassazione Penale, Sentenza n. 8086/2022 del 07/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di condanna del 27/11/2020 che ha ritenuto l'imputato colpevole e disposto ammenda per reati connessi all'esercizio venatorio e al porto di armi. Il ricorso deduce: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova sul capo A (esercizio venatorio) per mancata valutazione di deposizioni (Bracchi, Cella, e dell'imputato) che avrebbero dimostrato la presenza per lavoro idraulico e l'assenza di attività venatoria; (2) vizio di motivazione sul diniego dell'oblazione (art. 162 bis) per non avere il Tribunale valutato adeguatamente la gravità del fatto; (3) vizio di motivazione sul capo C (porto di armi bianche) per non avere preso in considerazione documenti e dichiarazioni che giustificavano il possesso di machete e coltellino come strumenti di lavoro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato i requisiti richiesti per dedurre il travisamento della prova in cassazione (identificazione dell'atto processuale, individuazione dell'elemento probatorio incompatibile con la sentenza, prova della verità dell'elemento e dimostrazione della sua decisività rispetto alla motivazione impugnata). Nel merito ha ritenuto insindacabile l'apprezzamento del Tribunale: l'imputato è stato controllato di notte in zona di caccia vietata, ha tentato la fuga abbandonando il veicolo con fucile e armi bianche, era munito di fucile, cartucce e accompagnato da cane; tali elementi giustificano la ricostruzione della condotta di esercizio venatorio anche se non era in atto la cattura; la giustificazione del possesso delle armi bianche successivamente addotta non è rilevante perché il "giustificato motivo" deve essere espresso al momento del controllo; sul diniego dell'oblazione il Tribunale ha motivato la gravità con il comportamento evasivo e il precedente specifico. Conseguenze: ricorso inammissibile, condanna al pagamento delle spese e versamento di € 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 12, 18 e 30, comma 1, lettera A della legge 157/1992
Norme sul controllo e divieti relativi all'esercizio della caccia; la Corte include nell'esercizio venatorio anche le attività preliminari e la predisposizione dei mezzi per la cattura/abbattimento, valutate alla luce di circostanze di tempo e luogo.
art. 20 legge 110/1975
Norma connessa alle armi da fuoco; applicata per il possesso/porto di fucile e munizioni accertati al momento del controllo.
art. 4 legge 110/1975
Regola il porto di armi bianche; la Corte ricorda che il "giustificato motivo" deve essere espresso immediatamente al momento del controllo e non può essere dedotto solo a posteriori in giudizio.
art. 162-bis cod. pen.
Disciplina dell'oblazione facoltativa; la Corte chiarisce che, se la domanda di oblazione è respinta per gravità del fatto, occorre specifica motivazione sulle ragioni della gravità; nel caso la motivazione è ravvisata nel comportamento del ricorrente e nel precedente specifico.
art. 192 cod. proc. pen.
Riguarda la compilazione dei motivi in cassazione; utilizzato dalla Corte per valutare la corretta deduzione del vizio di motivazione e travisamento della prova.
art. 173, comma 1, dispos. att. cod. proc. pen.
Limiti della motivazione nel ricorso in cassazione (richiesta di motivazione nei limiti strettamente necessari).
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede l'obbligo di pagamento a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per il versamento di € 3.000,00.
D.L. n. 137/2020, art. 23 comma 8
Norma procedurale richiamata per la trattazione del ricorso (dispone modalità straordinarie di trattazione previste dal decreto).
Massime di principio
- In cassazione il motivo che denuncia travisamento della prova deve indicare precisamente l'atto processuale, l'elemento fattuale ricavabile da quell'atto, fornire prova della sua verità e dimostrare la decisività dell'elemento rispetto alla motivazione impugnata; altrimenti il ricorso è inammissibile.
- Le giustificazioni del porto di armi o armi bianche dedotte solo a posteriori in giudizio sono generalmente irrilevanti: il "giustificato motivo" rilevante è quello manifestato e verificabile al momento del controllo dalle forze dell'ordine.
- La fuga al controllo e l'abbandono di armi/incustodite aggravano la valutazione della gravità del fatto e possono giustificare il diniego dell'oblazione o influire sulla valutazione della responsabilità.
- La nozione di "esercizio venatorio" comprende anche attività preparatorie e comportamenti configurabili come predisposizione dei mezzi per la cattura, valutati caso per caso in relazione a tempo, luogo, presenza di armi, munizioni e cani.
- Se si intende far valere in cassazione l'omessa o insufficiente valutazione di prove favorevoli, è necessario dimostrare che quelle prove sono decisive e avrebbero cambiato la tenuta logica dell'impianto probatorio, non limitandosi a lamentarne la mera omissione.
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