Parere n. 202/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto dal Consorzio “Il Nodo” soc. coop. soc., rappresentato e difeso dagli avvocati Emiliano Luca e Simona Santoro, contro l’Azienda sanitaria provinciale di Catania, avverso il provvedimento n. 9731 del 12 gennaio 2024 di sospensione delle operazioni di ristorazione collettiva presso il locale cucina della sede operativa in Castel di Iudica, gestita dal predetto consorzio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione del provvedimento n. 9731 del 12 gennaio 2024, recante la sospensione delle operazioni di ristorazione collettiva presso la cucina della sede operativa di Castel di Iudica.
Esito
La questione giuridica
Il consorzio ha impugnato in via straordinaria il provvedimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania con cui è stata sospesa l’attività di ristorazione collettiva presso una struttura destinata all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Il ricorrente ha dedotto, tra l’altro, la violazione delle garanzie partecipative e dei principi di buon andamento, buona fede e leale cooperazione; l’incompetenza dell’Azienda sanitaria rispetto ai profili urbanistici, edilizi e autorizzatori relativi alla struttura; la violazione della normativa europea in materia di controlli ufficiali nella filiera agroalimentare e di igiene dei prodotti alimentari; il travisamento dei fatti e il difetto di istruttoria, sostenendo che la struttura fosse assimilabile a una casa-famiglia e non a un’impresa alimentare. In via preliminare, l’Ufficio legislativo e legale ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per difetto di definitività dell’atto, in quanto adottato dal Direttore del Dipartimento di prevenzione e suscettibile di ricorso amministrativo al Direttore generale dell’Azienda sanitaria. Il Collegio ha quindi esaminato la natura propria o delegata delle funzioni esercitate dal Direttore di Dipartimento alla luce dell’atto aziendale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania.
Il parere
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancanza della definitività del provvedimento impugnato, senza esame nel merito dei motivi dedotti. Il provvedimento è stato qualificato come atto amministrativo adottato dal Direttore di Dipartimento nell’esercizio di funzioni delegate dal Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria. L’art. 19 dell’atto aziendale prevede, per tali atti delegati, la possibilità di proporre ricorso amministrativo al Direttore generale entro trenta giorni dall’esecutività o dalla notificazione, con richiesta di annullamento, revoca o riforma. Ne consegue che il ricorso straordinario non era proponibile, ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971, prima dell’esperimento del rimedio gerarchico. Tuttavia, il Collegio ha riconosciuto l’errore scusabile, poiché il provvedimento indicava erroneamente il ricorso straordinario come rimedio immediatamente esperibile e alternativo al ricorso al TAR. È stata pertanto concessa la rimessione in termini per la proposizione dell’eventuale ricorso gerarchico entro trenta giorni dalla futura comunicazione del decreto presidenziale di recepimento del parere.
Osservazioni
Difetto di definitività dell’atto impugnato
Il provvedimento del Direttore del Dipartimento di prevenzione è stato adottato nell’esercizio di funzioni delegate dal vertice dell’Azienda sanitaria. L’art. 19 dell’atto aziendale prevede espressamente, per gli atti amministrativi delegati, il ricorso amministrativo al Direttore generale entro trenta giorni. L’atto non è quindi definitivo ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971 e non può essere immediatamente impugnato con ricorso straordinario.
Distinzione tra funzioni proprie e funzioni delegate
Per gli atti adottati nell’esercizio delle funzioni proprie, l’atto aziendale stabilisce la definitività, salva la possibilità di annullamento d’ufficio da parte del Direttore generale per motivi di legittimità. Per gli atti adottati in forza di delega, invece, è previsto il ricorso amministrativo al Direttore generale per l’annullamento, la revoca o la riforma.
Errore scusabile e rimessione in termini
L’erronea indicazione, contenuta nel provvedimento, del ricorso straordinario come rimedio immediatamente esperibile ha determinato un errore scusabile. Al ricorrente è stata riconosciuta la rimessione in termini ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a), del d.P.R. n. 1199/1971 per proporre il ricorso gerarchico.
Decorrenza del termine per il ricorso gerarchico
Il termine perentorio di trenta giorni per proporre il ricorso gerarchico decorre dalla futura comunicazione del decreto presidenziale con il quale sarà recepito il presente parere.
Norme richiamate
termine di centoventi giorni
Il ricorso straordinario è stato ritenuto tempestivo, essendo stato proposto entro centoventi giorni dall’adozione dell’atto impugnato.
Il ricorso straordinario è ammesso soltanto contro atti definitivi. La definitività manca quando l’atto è soggetto a un ricorso amministrativo previsto dall’ordinamento dell’ente.
contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all’organo sovraordinato
Il ricorso gerarchico presuppone una gerarchia esterna in senso tecnico; nel caso esaminato, la possibilità del ricorso amministrativo deriva dalla specifica previsione dell’atto aziendale per gli atti delegati.
art. 13, comma 1, lett. a), d.P.R. 1199/1971
La norma consente la rimessione in termini quando l’erronea indicazione dei rimedi di impugnazione da parte dell’amministrazione abbia indotto il ricorrente a proporre il rimedio non corretto.
La disciplina dell’organizzazione delle Aziende sanitarie individua nel Direttore generale l’organo di vertice e colloca il Direttore di Dipartimento in una posizione di sovraordinazione organizzativa e funzionale rispetto a quest’ultimo, senza che ciò comporti automaticamente la definitività o la non definitività degli atti: occorre verificare l’atto aziendale e la natura propria o delegata delle funzioni.
art. 19 dell’atto aziendale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, adottato con deliberazione n. 1836 del 10 giugno 2016
Gli atti di natura amministrativa adottati ai sensi dei commi precedenti sono definitivi; ... è fatto salvo il potere del Direttore Generale di annullamento in sede di autotutela per soli motivi di legittimità; ... nei confronti degli atti amministrativi delegati è ammesso ricorso in forma amministrativa alla Direzione Generale entro trenta giorni
La disposizione distingue tra atti propri del Direttore di Dipartimento, definitivi, e atti adottati in esercizio di funzioni delegate, soggetti a ricorso amministrativo al Direttore generale.
art. 138 Regolamento (UE) 2017/625
È richiamato nel provvedimento impugnato quale fondamento delle funzioni dell’autorità competente esercitate dal Dipartimento di prevenzione; il Collegio lo considera anche ai fini della qualificazione dell’atto come adottato nell’esercizio di una funzione delegata.
parere CGARS n. 87/2026
Parere interlocutorio con cui era stato disposto un supplemento istruttorio sulla documentazione e sugli sviluppi relativi all’atto impugnato.
parere CGARS n. 180/2026
Parere sulla direttiva relativa ai ricorsi straordinari al Presidente della Regione Siciliana, richiamato per la ricostruzione della definitività degli atti delle Aziende sanitarie provinciali.
CGARS, Sezioni riunite, 21 novembre 2024, n. 268/2024
Richiamato quale precedente in materia di errore scusabile e rimessione in termini, nonché di definitività degli atti delle Aziende sanitarie.
CGARS, 14 giugno 2022, n. 367/2022
Richiamato quale precedente sul riconoscimento dell’errore scusabile.
Consiglio di Stato, Sez. I, n. 98/2021
Richiamato quale ulteriore precedente in materia di errore scusabile e rimessione in termini.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario, la definitività dell’atto impugnato deve essere verificata anche alla luce delle disposizioni organizzative dell’ente che ha adottato il provvedimento; la sola posizione sovraordinata dell’organo di vertice non è sufficiente a escludere o ad affermare la proponibilità del ricorso gerarchico.
- Nelle Aziende sanitarie provinciali occorre distinguere gli atti amministrativi esterni adottati dal Direttore di Dipartimento nell’esercizio di potestà amministrative dagli atti interni di organizzazione e gestione del rapporto di lavoro. Solo per i primi può porsi il problema della definitività amministrativa secondo l’atto aziendale.
- Quando l’atto aziendale qualifica come definitive le decisioni adottate dal Direttore di Dipartimento nell’esercizio delle funzioni proprie, il Direttore generale può intervenire soltanto in autotutela, se previsto, e non è proponibile un ricorso gerarchico ordinario.
- Quando l’atto amministrativo è adottato dal Direttore di Dipartimento nell’esercizio di funzioni delegate e l’atto aziendale prevede espressamente un ricorso alla Direzione generale entro un termine determinato, il provvedimento non è definitivo e deve essere previamente impugnato con tale rimedio prima del ricorso straordinario.
- L’erronea indicazione, nel provvedimento amministrativo, del ricorso straordinario quale rimedio immediatamente esperibile può integrare errore scusabile e giustificare la rimessione in termini per la proposizione del ricorso amministrativo corretto.
Ricorso straordinario contro la sospensione dell’attività di ristorazione collettiva
Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, in Adunanza delle Sezioni riunite, ha esaminato il ricorso straordinario proposto da un consorzio gestore di strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati contro l’Azienda sanitaria provinciale di Catania. Il ricorso riguardava la sospensione delle operazioni di ristorazione collettiva presso la cucina di una sede operativa di Castel di Iudica.
Premesse e contenuto del provvedimento impugnato
Il provvedimento sanitario aveva contestato, tra l’altro, l’assenza di certificazioni e requisiti urbanistico-ricettivi, l’assenza del certificato di agibilità, la mancanza del titolo autorizzatorio per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, l’omessa comunicazione di inizio attività, l’assenza del manuale di autocontrollo e degli attestati del personale, la mancanza delle tabelle dietetiche e alcune non conformità strutturali delle attrezzature.
Il consorzio sosteneva che la struttura fosse una comunità residenziale assimilabile a una casa-famiglia e non un’impresa alimentare o un ristorante. Deduceva inoltre la violazione delle garanzie partecipative, l’incompetenza dell’Azienda sanitaria sui profili urbanistici ed edilizi, il travisamento dei fatti, il difetto di istruttoria e la non applicabilità della disciplina europea sui controlli ufficiali nella filiera agroalimentare.
Ricevibilità e attività istruttoria
Il ricorso è stato ritenuto tempestivo, poiché proposto entro il termine di centoventi giorni previsto dall’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971. Nel corso del procedimento, il Collegio aveva disposto un supplemento istruttorio con il parere interlocutorio n. 87/2026, anche in relazione a una successiva nota dell’Azienda sanitaria che sembrava riconoscere l’erroneità del presupposto relativo al riconoscimento della struttura.
Tali profili sostanziali non sono stati tuttavia esaminati, poiché il Collegio ha accolto l’eccezione preliminare relativa alla non definitività dell’atto.
Definitività degli atti delle Aziende sanitarie
Il Collegio ha ricostruito il rapporto tra il Direttore generale e il Direttore di Dipartimento alla luce del d.lgs. n. 502/1992 e dell’atto aziendale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania.
È stato chiarito che la mera sovraordinazione organizzativa e funzionale del Direttore generale non determina automaticamente la possibilità di proporre un ricorso gerarchico. Occorre verificare se sussista una gerarchia esterna in senso tecnico e, soprattutto, se l’atto aziendale dell’ente preveda uno specifico rimedio amministrativo.
L’art. 19 dell’atto aziendale distingue tra:
- atti adottati nell’esercizio delle funzioni proprie del Direttore di Dipartimento, qualificati come definitivi, salva la possibilità di annullamento in autotutela da parte del Direttore generale per motivi di legittimità;
- atti amministrativi adottati nell’esercizio di funzioni delegate, contro i quali è ammesso ricorso alla Direzione generale entro trenta giorni dall’esecutività o dalla notificazione, per ottenere l’annullamento, la revoca o la riforma;
- atti di diritto privato o di gestione del rapporto di lavoro, soggetti ai rimedi civilistici e non al ricorso amministrativo.
Qualificazione dell’atto impugnato
Il provvedimento contestato è stato qualificato come atto amministrativo delegato. Esso richiamava infatti le funzioni attribuite dall’art. 138 del regolamento (UE) 2017/625, dal decreto dirigenziale generale n. 01185/03 e dalle deleghe del Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria.
Poiché l’art. 19 dell’atto aziendale prevede per gli atti delegati il ricorso amministrativo al Direttore generale entro trenta giorni, il provvedimento non era definitivo ai sensi degli artt. 1 e 8 del d.P.R. n. 1199/1971. Il ricorso straordinario è stato quindi dichiarato inammissibile per mancato previo esperimento del rimedio amministrativo previsto dall’ordinamento aziendale.
Errore scusabile e rimessione in termini
Il Collegio ha riconosciuto che il ricorrente era stato indotto in errore dall’indicazione contenuta nel provvedimento, secondo cui l’interessato avrebbe potuto proporre alternativamente ricorso al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana.
Tale indicazione è stata ritenuta erronea, perché il provvedimento non era definitivo e doveva essere preliminarmente impugnato con ricorso gerarchico. In applicazione dell’art. 13, comma 1, lett. a), del d.P.R. n. 1199/1971, è stata pertanto concessa la rimessione in termini per la proposizione dell’eventuale ricorso gerarchico.
Il termine perentorio di trenta giorni decorrerà dalla comunicazione del decreto presidenziale di recepimento del presente parere.
Conclusioni
Il parere è nel senso dell’inammissibilità del ricorso straordinario per difetto di definitività dell’atto impugnato. Il consorzio non ha ottenuto una decisione sui motivi sostanziali relativi alla legittimità della sospensione sanitaria, ma conserva la possibilità di proporre il ricorso gerarchico entro trenta giorni dalla comunicazione del decreto presidenziale, beneficiando della rimessione in termini per errore scusabile.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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