Cassazione Penale, Sentenza n. 8303/2024 del 26/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare in carcere dal 06/06/2016 al 17/11/2017, applicata su un capo provvisorio ai sensi dell'art.416-bis c.p.; la Corte d'appello dichiarò la domanda inammissibile perché proposta oltre il termine biennale previsto dall'art.315, comma 1, c.p.p. (la sentenza di proscioglimento del GUP del 16/01/2018 divenne irrevocabile il 20/12/2019). La ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo che, essendo presenti più coimputati, il termine di decadenza doveva decorrere dall'irrevocabilità della sentenza anche nei confronti di tutti i coimputati (indicando come data alternativa il 25/02/2023) e lamentando altresì che un'istanza depositata via PEC il 20/12/2021 non fosse stata accettata dalla Corte territoriale per motivi di competenza territoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sulle decorrenze del termine biennale ex art.315 c.p.p., precisando che, in presenza di più coimputati, la decorrenza può essere sospesa fino all'irrevocabilità delle decisioni sugli altri imputati soltanto se il richiedente indica specificamente e puntualmente gli elementi emersi nei processi dei coimputati che potrebbero incidere sulla propria situazione (onere di allegazione ex art.314 c.p.p.). Poiché la ricorrente non ha fornito tali allegazioni, la domanda è stata considerata tardiva rispetto alla decorrenza ordinaria dal 20/12/2019.
Norme richiamate
Stabilisce il termine biennale di decadenza per la proposizione della domanda di riparazione per ingiusta detenzione; la decorrenza è dall'irrevocabilità della sentenza o del provvedimento che ha posto fine alla detenzione. In presenza di più coimputati, la Corte ammette che la decorrenza possa essere sospesa fino all'irrevocabilità delle statuizioni sugli altri imputati solo a condizione che il richiedente indichi specificamente come le decisioni sugli altri possano incidere sulla propria posizione.
Regola la domanda di riparazione: nel procedimento civilistico che chiede la riparazione per ingiusta detenzione il richiedente ha l'onere di allegare puntualmente i fatti e gli elementi di diritto che giustificano la richiesta; in particolare, in ipotesi plurima di imputazione, deve spiegare in che modo le decisioni sui coimputati possono influire sulla propria posizione.
Indica il reato contestato nella fase cautelare (associazione di tipo mafioso); la sussistenza del reato e le valutazioni sui coimputati possono influire sulle valutazioni di an debeatur e sul quantum della riparazione, ma l'applicabilità di tali riflessi richiede specifiche allegazioni dal richiedente.
Massime di principio
- La domanda di riparazione per ingiusta detenzione va proposta entro due anni dall'irrevocabilità della decisione che ha posto fine alla detenzione (art.315 c.p.p.); il termine è perentorio e la sua violazione comporta inammissibilità.
- In procedimenti con più coimputati, la decorrenza del termine può essere valutata tenendo conto dell'irrevocabilità delle decisioni sugli altri imputati solo se il richiedente indica con precisione gli elementi emersi nei processi dei coimputati che potrebbero incidere sulla propria responsabilità o sul quantum della riparazione.
- L'onere di allegazione nel procedimento di riparazione è stringente: senza puntuali indicazioni e collegamenti tra le vicende processuali dei coimputati e la posizione del richiedente, il giudice territoriale non può sospendere la decorrenza del termine biennale.
- Per evitare problemi procedurali, le istanze devono essere depositate presso l'ufficio competente e con modalità idonee (es. PEC) verificando tempestivamente l'accettazione, e, in caso di contestazioni di competenza, conservare tracce e tempestività per non perdere termini di decadenza.
- Quando si contesta la decorrenza del termine in ragione di processi paralleli, è opportuno documentare puntualmente i profili fattuali e giuridici (atti, decisioni, motivazioni) dai quali emerga la possibile incidenza delle decisioni altrui sulla propria posizione.
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