Cassazione Civile, Sentenza n. 9830/2024 del 11/04/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa alla tassazione TIA delle superfici dell'immobile sito in Ciampino (Via Lucrezia Romana n.85) per le annualità 2005-2009: Ambiente Energia e Territorio, in qualità di concessionario, aveva rettificato le superfici imponibili contestando l'esenzione invocata da Romana Maceri. I giudici di primo grado e la C.T.R. del Lazio avevano accolto la tesi della Romana Maceri ritenendo che le superfici, destinate ad attività produttive che avrebbero prodotto rifiuti speciali (o prodotto assimilato), non fossero tassabili per TIA. Ambiente Energia ha impugnato in Cassazione sostenendo, fra l'altro, che la CTR non si era adeguatamente pronunciata su fatti decisivi (se il materiale fosse rifiuto o prodotto immesso sul mercato, sull'assimilazione dei rifiuti speciali a urbani decisa dal Comune, sulla categoria tariffaria e sull'esatta consistenza metratura), nonché su profili di diritto in materia di rifiuti e sulla corretta qualificazione delle superfici tassabili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso (con carattere assorbente) ritenendo la sentenza della CTR gravemente carente di motivazione. In particolare la sentenza impugnata non chiariva il thema decidendum né esplicitava il ragionamento rispetto alle deduzioni della ricorrente circa la natura del materiale (rifiuto vs prodotto), l'assimilazione e la qualificazione delle superfici. Per questi vizi la Corte ha cassato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio in diversa composizione, condannando la parte soccombente alle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
Consente il ricorso per cassazione per violazione di legge e per vizio nella motivazione; utilizzato dalla ricorrente per denunciare violazioni di diritto e carenza di motivazione della sentenza impugnata
Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato richiamato per censurare la sentenza di appello che non ha risposto agli specifici temi decisivi posti dalla ricorrente
Richiamati in tema di processo tributario per affermare la nullità della decisione quando la motivazione sia del tutto carente rispetto alle censure svolte dalle parti
art. 118 disposizioni attuative c.p.c.
Richiamato unitamente alle norme processuali tributarie per sottolineare i requisiti minimi della motivazione; la loro violazione determina nullità della sentenza
Norma richiamata in relazione alle cause di esclusione della tassa (in tema di applicabilità della TIA); la sentenza impugnata non ha adeguatamente affrontato le deduzioni relative all'applicazione/insussistenza di tale disposizione
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)
sent. n. 8053/2014; sent. n. 22232/2016; sent. n. 24452/2018
Principi richiamati sul requisito minimo della motivazione: la motivazione apparente o assente rende la sentenza nulla; l'omessa, insufficiente o incomprensibile motivazione è sindacabile in cassazione quando si traduce in violazione di legge costituzionalmente rilevante
Massime di principio
- La Corte d'appello deve dar conto esaurientemente di tutte le censure rivolte dall'appellante: non è ammesso il mero rinvio per relationem alla motivazione di primo grado.
- La distinzione fattuale e giuridica tra 'rifiuto' e 'prodotto' è decisiva ai fini della tassazione TIA/TARI: se l'operazione conduce all'immissione di un prodotto sul mercato, può mutare l'inquadramento fiscale rispetto alla semplice produzione di rifiuto.
- La deliberazione comunale di assimilazione di rifiuti speciali a urbani incide sulla competenza impositiva ma deve essere valutata e motivata nel giudizio; non opera automaticamente senza che il giudice esamini i fatti e le prove.
- La carenza di motivazione nella sentenza tributaria costituisce vizio grave; la Cassazione annulla e rinvia quando non è possibile comprendere il percorso logico-giuridico del giudice di merito.
- In controversie TIA/TARI è essenziale documentare e dimostrare la natura delle attività e dei materiali (quantità, destinazione, destinazione al mercato) e richiedere espressamente l'esame di tali elementi in sede di merito per evitare statuizioni basate su presunzioni generiche.
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