Cassazione Civile, Ordinanza n. 30047/2021 del 26/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (fisco)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento IRAP per l’anno 2011 emesso nei confronti di una società che svolgeva, secondo l’oggetto sociale, attività di coltivazione in serra per la produzione di piante e attività di produzione e commercializzazione di energia. In primo grado il ricorso della società era stato respinto; in appello la CTR aveva invece accolto parzialmente l’impugnazione, escludendo la qualifica di società di comodo ma negando la natura di società agricola. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, censurando la sentenza d’appello per aver escluso la natura di società di comodo valutando solo l’attività agricola e la fase iniziale di realizzazione delle serre, senza considerare anche l’ulteriore attività di produzione e cessione di energia da fonti rinnovabili, espressamente compresa nell’oggetto sociale. La ricorrente ha quindi dedotto l’omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la verifica della operatività doveva riguardare tutte le attività concretamente svolte dalla società.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato l’unico motivo di ricorso. Ha osservato che, ai fini della verifica della natura di società di comodo, la CTR avrebbe dovuto considerare non soltanto l’attività agricola, ma anche l’attività di produzione e commercializzazione di energia, anch’essa risultante dall’oggetto sociale e rilevante ai fini dell’accertamento dell’operatività. L’omesso esame di tale profilo è stato qualificato come fatto decisivo. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla CTR Sicilia in diversa composizione, che dovrà riesaminare la controversia e provvedere anche sulle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
la causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell'art 380 bis cpc
norma richiamata solo per il rito camerale di trattazione del ricorso in cassazione.
i parametri previsti dall'art. 30 della legge n. 724 del 1994
i parametri sulle società di comodo si fondano sulla correlazione tra valore di beni/attività patrimoniali e un livello minimo di ricavi e proventi; il mancato raggiungimento costituisce indice di non operatività, salvo prova contraria del contribuente.
art. 35 D.L. 223/2006 conv. in L. 248/2006
nel testo risultante dalle modifiche apportate dall'art. 35 del d.l. n. 223 del 2006, convertito nella legge n. 248 del 2006
norma richiamata come fonte delle modifiche al regime delle società di comodo applicato alla fattispecie.
Massime di principio
- Ai fini della qualificazione di una società come non operativa o di comodo, il giudice di merito deve valutare tutte le attività rientranti nell’oggetto sociale e tutte quelle concretamente svolte, non potendo limitarsi a un solo segmento dell’attività d’impresa.
- L’omesso esame di un’attività rilevante, idonea a incidere sulla verifica dei requisiti di operatività e del raggiungimento dei ricavi minimi presunti, integra un fatto decisivo censurabile in cassazione.
- In tema di società di comodo, il mancato conseguimento dei ricavi/proventi minimi previsti dalla disciplina è indice sintomatico di non operatività, ma il contribuente può superarlo soltanto fornendo prova contraria di circostanze oggettive, straordinarie e indipendenti dalla propria volontà.
Come è indicizzato
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