Cassazione Penale, Sentenza n. 19924/2024 del 20/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva condannati per reati ricondotti alla tentata estorsione (capo A e capo B). Comito ha dedotto, tra l'altro, vizio di motivazione per l'uso delle conversazioni intercettate, sostenendo che le frasi contestate fossero millanterie goliardiche prive di riscontri e che le persone offese non ricordassero minacce; ha chiesto la riqualificazione del fatto in violenza privata o esercizio delle proprie ragioni. Ha inoltre invocato il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Salierno ha contestato la valutazione del suo contributo concorsuale (sostenendo di non aver preso parte agli atti minacciosi) e ha chiesto la riqualificazione nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, affermando di avere agito nel convincimento di far valere un diritto societario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto i motivi aspecifici e consistenti in una mera richiesta di rivalutazione dei fatti e delle prove (in particolare delle intercettazioni), cioè profili non sindacabili in sede di legittimità salvo specifici travisamenti. La motivazione della Corte territoriale è stata ritenuta congrua e non manifestamente illogica: gli elementi raccolti giustificavano la riqualificazione e la responsabilità per tentata estorsione. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamata dai ricorrenti tra le norme processuali cui avrebbero fatto riferimento le censure; la Corte di Cassazione non ha ritenuto che vi fosse travisamento del contenuto delle intercettazioni, perciò le critiche sul piano procedurale risultano aspecifiche.
Invocata in relazione alla valutazione delle prove; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero compiuto un adeguato scrutinio critico delle dichiarazioni e delle intercettazioni, escludendo vizio di motivazione che consenta sindacato di legittimità.
Citata in rapporto ai limiti del giudizio di legittimità e alla possibilità di censurare questioni giuridiche; la Corte ha chiarito che i motivi erano incentrati sulla ricostruzione di fatto non sindacabile.
Richiamato dai difensori per chiedere la riqualificazione in violenza privata; la Corte ha escluso tale riqualificazione ritenendo che mancasse la legittimità della pretesa e che invece sussistesse finalità di conseguire un ingiusto profitto, elemento tipico dell'estorsione.
Norma dell'estorsione; la Corte territoriale ha ritenuto che gli elementi probatori dimostrassero la sussistenza degli elementi del reato (coartazione o minaccia con finalità di ingiusto profitto), decisione ritenuta congrua dalla Cassazione.
Invoke dai ricorrenti per chiedere la riqualificazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte ha precisato che la disciplina esclude questa qualificazione quando la condotta non è fondata su una legittima pretesa e mira a un ingiusto vantaggio.
Richiamato in relazione al concorso di persone nel reato; la Corte ha affermato che il contributo del Salierno alla vicenda è stato adeguatamente motivato dai giudici di merito e non censurabile in sede di legittimità.
Altra norma collegata all'esercizio di ragioni proprie; la Corte ha ritenuto che la condotta non fosse giustificabile come esercizio di un diritto soggettivo.
Applicato dalla Corte di Cassazione per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento e per disporre il versamento di una somma alla cassa delle ammende, essendovi profili di colpa nella scelta di presentare ricorsi aspecifici.
Massime di principio
- La Cassazione respinge i ricorsi che si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti o delle prove già valutate dai giudici di merito: in sede di legittimità non è consentito un nuovo scrutinio di merito se non in presenza di vizi specifici (es. travisamento delle prove).
- La valutazione delle intercettazioni e dell'attendibilità delle persone offese è tipicamente questione di merito; solo se vi è evidente travisamento o errore logico-manifestamente illogico la Cassazione può intervenire.
- La riqualificazione del fatto in reati diversi (es. da estorsione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni o violenza privata) dipende dall'accertamento dell'elemento soggettivo e della legittimità della pretesa: la finalità di conseguire un ingiusto vantaggio e l'assenza di una pretesa giuridicamente fondata favoriscono la qualificazione come estorsione.
- La partecipazione al reato può essere riconosciuta anche a chi non è l'artefice principale se è provato un apporto concorsuale concreto e funzionale alla consumazione del reato; il semplice presenziare non è tuttavia sufficiente se non collegato a contributo concreto.
- Motivi generici o aspecifici che non esplicitano dove consista il vizio della decisione comportano l'inammissibilità del ricorso per difetto di specificità; ciò può comportare anche sanzioni economiche a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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