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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10684/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma di condanna per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319‑quater c.p.). I motivi principali: 1) illegittima utilizzazione e presunta manipolazione di registrazioni audio effettuate da un privato con strumenti forniti dalla polizia e mancata consegna del supporto originario al perito; 2) violazione del principio di correlazione per riqualificazione del fatto in sede di sentenza; 3) contestazione della ricostruzione dell'iter amministrativo e della sussistenza dell'elemento materiale e dell'induzione (anche dedotta la possibile sussunzione nell'art. 318 c.p. o in una forma tentata); 4) errori nella determinazione e applicazione della confisca allargata (art. 240‑bis c.p.), con rilievi su ragionevolezza temporale e attribuzione della sproporzione patrimoniale; 5) eccessività della pena e mancata concessione delle attenuanti generiche; 6) illogicità della condanna al risarcimento in favore del Comune.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha rigettato tutte le censure sull'affermazione di responsabilità penale (confermando la condanna per art. 319‑quater c.p., pena di 4 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e responsabilità civile verso il Comune), ha però annullato la statuizione di confisca limitatamente a quella misura, rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio sulla confisca, motivando la necessità di un più rigoroso esame del criterio della "ragionevolezza temporale" nel rapporto fra acquisizione dei beni e reato‑spia. Ha altresì condannato l'imputato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile per il grado di legittimità. La sentenza impugnata è quindi irrevocabile quanto alla condanna penale principale, salvo il profilo della confisca.

Norme richiamate

  • art. 319‑quater cod. pen.

    Norma applicata per la configurazione dell'induzione indebita a dare o promettere utilità; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi dell'abuso del ruolo pubblico e della pressione indiretta tali da integrare l'induzione.

  • art. 317 cod. pen.

    Richiamato come titolo originario di concussione; la Corte ha valutato la continuità normativa e la possibilità di riqualificazione dei fatti nel più favorevole quadro della nuova fattispecie (art. 319‑quater).

  • art. 234 cod. proc. pen.

    Regola l'utilizzabilità in dibattimento di documenti e registrazioni consegnati da privati; la Cassazione conferma che registrazioni effettuate da un partecipante sono prova documentale e possono essere valutate ai sensi dell'art. 234, anche se realizzate con strumenti forniti dalla P.G., salvo indizi concreti di manipolazione.

  • artt. 266 e ss. cod. proc. pen.

    Disciplina delle intercettazioni; la Corte ha escluso l'assoggettamento delle registrazioni al regime delle intercettazioni ambientali quando sono opera di un partecipante al colloquio.

  • art. 210 cod. proc. pen.

    Tutela delle dichiarazioni rese dal dichiarante in situazioni con garanzie dell'indagato; la Corte ha confermato l'inutilizzabilità di dichiarazioni rese in difetto delle garanzie previste quando il soggetto assume qualità di indagato rispetto a fatti emersi.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra accusa e sentenza: la Corte ha ritenuto ammissibile la riqualificazione giuridica in sentenza purché il fatto storico rimanga identico e non sia pregiudicato il diritto di difesa.

  • art. 240‑bis cod. pen. (ex art. 12‑sexies D.L. 306/1992)

    Norma sulla confisca allargata: la Corte ha annullato la confisca disposta in appello richiamando la necessità di applicare il criterio della "ragionevolezza temporale" nel collegare l'acquisto dei beni al reato‑spia e nel delimitare la finestra temporale di indagine patrimoniale.

  • art. 200 e art. 236 cod. pen.; art. 31 legge 17/10/2017 n.161

    Richiamati in relazione alla disciplina delle misure di sicurezza e ai limiti probatori per giustificare la provenienza dei beni; la Corte ricorda che alcune regole sulla confisca si applicano anche a fatti anteriori per la natura di misura di sicurezza.

Massime di principio

  • Registrazioni effettuate da un partecipante al colloquio possono essere ammesse come prova documentale ai sensi dell'art. 234 c.p.p., anche se realizzate con strumenti forniti dalla polizia giudiziaria, salvo che emergano elementi concreti e specifici di manipolazione.
  • La mancata consegna del supporto originario non determina automaticamente l'illegittimità della prova: il giudice valuta il quadro probatorio complessivo e può comunque ritenere attendibili trascrizioni e contenuti se non vi sono riscontri di manomissione.
  • La riqualificazione giuridica in sede di decisione è ammissibile se il fatto storico rimane lo stesso e la correlazione tra accusa e sentenza non pregiudica il diritto di difesa (art. 521 c.p.p.).
  • Per distinguere tra induzione indebita (art. 319‑quater), concussione o abuso d'ufficio (art. 318), occorre esaminare se l'azione è caratterizzata da un accordo corruttivo (par condicio contractualis) oppure da una pressione o prevaricazione del pubblico ufficiale che determina soggezione del privato.
  • La confisca 'allargata' richiede un rigoroso esame della "ragionevolezza temporale": il giudice deve limitare la verifica della sproporzione patrimoniale a un arco temporale logicamente collegabile all'attività criminosa, evitando indagini patrimoniali illimitate su periodi remoti rispetto al reato‑spia.
  • Nel contestare confische o sproporzioni patrimoniali è strategico documentare fonti lecite di reddito anteriori o limitare temporalmente il raffronto al periodo in cui il soggetto ha ricoperto la funzione che ha consentito l'illecito arricchimento.
  • Le questioni relative alla determinazione della pena e alle statuizioni civili sono normalmente sindacate con rilievi molto circoscritti in Cassazione: servono argomentazioni concrete per ottenere riforme su questi punti.

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