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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7272/2025 del 21/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: 1) contestazione della sussistenza e della temporalita della pericolosita sociale ai sensi del d.lgs. 159/2011 (artt. 1, 4, 10, 20), sostenendo che il denaro sequestrato era di acquisizione recente e che non puo farsi coincidere il fatto che ha determinato il sequestro con un sintomo preesistente di pericolosita; 2) vizio nella qualificazione della fattispecie di pericolosita (lett. b vs lett. c art.1) e valutazione di precedenti e procedimenti archiviati o per tenuita che sarebbero insufficienti o temporalmente lontani rispetto al sequestro; critica allattribuzione di rilievo a contravvenzioni in materia di immigrazione come reati di pericolo per la sicurezza pubblica; 3) errata distribuzione dellonere della prova sulla provenienza lecita del denaro: la Corte distrettuale avrebbe rigettato la documentazione prodotta (vendita terreno allestero) e avrebbe sostanzialmente ribaltato lonere probatorio, ritenendo rilevante anche una violazione amministrativa sullimportazione del contante e le modalita di conservazione del denaro

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi fondati nei termini indicati e ha annullato il decreto impugnato con rinvio. In particolare la Corte ha censurato: la valutazione illogica e incongrua della Corte territoriale circa il significato dellarchiviazione del procedimento per stupefacenti (non poteva valorizzare argomentazioni che al contempo escludevano le intercettazioni come insufficienti e tuttavia usarle come indizio); la carenza di elementi per dimostrare il carattere non occasionale e la persistenza della pericolosita ai fini della lett. c) art.1; lerrata applicazione del principio probatorio richiamando le Sezioni Unite Spinelli: laccusa deve dimostrare la sproporzione e lorigine illecita, mentre al proposto spetta la possibilita di fornire prova contraria con allegazioni e documenti plausibili, non una probatio diabolica. Ha inoltre precisato che la violazione amministrativa relativa allimportazione di denaro non costituisce prova dellorigine illecita e che le modalita di conservazione del contante non sono di per se decisive. Conseguentemente il decreto di confisca di prevenzione è stato annullato con rinvio per un nuovo esame conforme ai principi richiamati

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 1 (definizioni e lett. b e c), art. 4, art. 10, art. 20

    La pericolosita sociale e il suo ambito temporale sono presupposti essenziali della confisca di prevenzione; per la lett. c) occorre dedizione non occasionale a reati lesivi della sicurezza e tranquillita pubblica; i beni confiscabili sono in linea di principio quelli acquistati durante il periodo di pericolosita, salvo prova di accantonamento di risorse avvenuto in costanza di pericolosita

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico immigrazione)

    I reati di ingresso e soggiorno illegale sono stati considerati, dalla Corte territoriale, come fattori attinenti alla sicurezza e tranquillita pubblica; la Cassazione richiama che la riconducibilita di tali reati alla pericolosita richiede valutazione della loro rilevanza temporale e della loro natura lucrogenica

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    I reati in materia di stupefacenti tutelano la salute pubblica e possono concorrere alla valutazione della pericolosita ai sensi della lett. c), ma il giudice deve valutare la consistenza probatoria degli atti e l'eventuale archiviazione

  • d.lgs. 19 novembre 2008, n. 195

    La mancata dichiarazione allimportazione di somme oltre soglie previste e disciplina amministrativa penale di dettaglio; la Corte afferma che tale illecito amministrativo non prova di per se lorigine illecita delle somme

  • Sez. U, n. 4880 del 26/06/2014 (Spinelli)

    massima citata in motivazione

    Principio secondo cui allautorita pubblica compete lonere di dimostrare la sproporzione e lorigine illecita con possibilita di ricorrere a presunzioni; al proposto spetta di offrire prova contraria plausibile, senza oneri di prova eccessivamente stringenti

Massime di principio

  • La pericolosita sociale ai fini delle misure patrimoniali deve essere accertata con riferimento a fatti storici idonei a mostrare una dedizione non occasionale: si valuta sia la fase constatativa (fatti storici) sia la fase prognostica (probabilita di reiterazione)
  • I beni confiscabili per pericolosita generica sono in linea di principio quelli acquisiti durante il periodo di pericolosita; per estendere la confisca oltre tale periodo occorre dimostrare accumulo/accantonamento di risorse in costanza di pericolosita o collegamento causale diretto
  • I procedimenti penali archiviati possono essere valutati nel giudizio di prevenzione, salvo che vi sia una sentenza irrevocabile di assoluzione che impedisca luso dei fatti in sede di prevenzione; il giudice deve motivare attentamente il significato dellarchiviazione
  • La qualificazione normativa dei precedenti (es. lett. b vs lett. c art.1) richiede valutazione della natura dei beni giuridici tutelati e della continuita/assiduita dellattivita criminosa: reati sporadici o temporalmente remoti possono non integrare la dedizione richiesta
  • Sulla provenienza del denaro l'onere primario resta in capo allautorita pubblica che deve dimostrare sproporzione e origine illecita; il proposto puo neutralizzare le presunzioni con allegazioni e documenti plausibili, e il requisito richiesto non e una prova formalistica o diabolica
  • Violazioni amministrative relative allimportazione di contante o le modalita di conservazione del denaro (es. custodia in auto) non costituiscono automaticamente prova dellorigine illecita delle somme

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