Cassazione Penale, Sentenza n. 00261/2026 del 05/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'applicazione dell'aggravante della 'destrezza' di cui all'art. 625, comma 1, n. 4 c.p.; il ricorrente ha sostenuto che i giudici di merito si sono basati sulla mera 'mossa repentina' e sulla distrazione delle vittime, mentre, secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n. 34090/2017), la destrezza richiede un comportamento caratterizzato da particolari abilità, astuzia o ingegno idonei a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore e non si configura quando l'agente si limita ad approfittare di una disattenzione non provocata
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella parte relativa all'aggravante della destrezza: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a tale aggravante, ritenendola non integrata alla luce dei principi delle Sezioni Unite Quarticelli (n. 34090/2017), e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. La Corte ha confermato che resta integra l'aggravante commessa sul bagaglio dei viaggiatori (art. 625, comma 1, n. 6 c.p.), che era stata riconosciuta e non impugnata. Ha inoltre precisato che il reato non è estinto per prescrizione alla data odierna: calcolando gli aumenti dovuti (recidiva specifica infraquinquennale e aggravante n.6), il termine massimo di prescrizione decorrente dal 14/08/2015 scadrebbe il 15/08/2027. La pronuncia è divenuta irrevocabile ai sensi dell'art. 624 c.p.p. e ha arrestato il decorso della prescrizione. Infine, non è stato disposto oscuramento dati perché la sentenza non consente l'identificazione dei minorenni citati.
Norme richiamate
art. 625, comma 1, n. 4 cod. pen.
Riguarda l'aggravante della destrezza; la Corte richiama l'interpretazione giurisprudenziale secondo cui essa richiede particolari abilità, astuzia o avvedutezza idonee a eludere la sorveglianza del detentore, non la mera appropriazione approfittando di una disattenzione
art. 625, comma 1, n. 6 cod. pen.
«commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande»
Aggravante autonoma che valorizza la particolare condizione di vulnerabilità del viaggiatore e giustifica l'aumento di pena quando il furto è compiuto sui bagagli in contesti affollati quali le stazioni
Norma procedurale applicata nella versione riformata dal d.lgs. n. 150/2022 che regola il trattamento in camera di consiglio dei ricorsi proposti dopo il 30/06/2024; la Corte ha trattato il ricorso in camera di consiglio
Regola il contemperamento delle circostanze per la determinazione della pena base utile al calcolo della prescrizione; utilizzata per stabilire il termine ordinario di prescrizione dopo gli aumenti
Prevede l'aumento massimo della pena per il calcolo della prescrizione in presenza di recidiva; la Corte l'ha impiegata per determinare il termine massimo di prescrizione
Stabilisce che la pronuncia di condanna passata in giudicato arresta il decorso della prescrizione; la Corte ha richiamato questo principio rispetto alla pronuncia di cassazione
Sezioni Unite, sent. n. 34090 del 12/07/2017 (Quarticelli)
«In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l'agente abbia posto in essere... particolari abilità, astuzia o avvedutezza ... non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni ... di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore»
Principio guida: la destrezza richiede un comportamento attivo e qualificato, e non si integra quando il reato consista nel semplice sfruttare la distrazione non provocata della vittima
Sez. U, n. 30046 del 23/06/2022 (Cirelli)
Richiamata per la regola di calcolo degli aumenti di pena in presenza di recidiva e per il conseguente impatto sul termine di prescrizione
Sez. U, n. 6019 del 11/05/1993 (Ligresti)
Richiamata in merito al principio per cui il giudicato sulla responsabilità penale arresta il decorso della prescrizione
Massime di principio
- L'aggravante della 'destrezza' richiede azioni caratterizzate da particolari abilità, astuzia o ingegno volte a eludere la sorveglianza del detentore; una 'mossa repentina' e l'approfittare della distrazione non sono di per sé sufficienti
- Quando il furto è commesso su bagagli di viaggiatori in stazioni o luoghi affollati, l'aggravante dell'art. 625, comma 1, n. 6 c.p. può sussistere anche in assenza della destrezza, valorizzando la maggiore vulnerabilità del viaggiatore
- In casi di impugnazione parziale dell'aggravante la Cassazione può annullare in parte la sentenza e rinviare alla corte di merito per la rideterminazione della pena, senza rimettere in discussione la pronuncia di responsabilità già accertata
- Per valutare prescrizione e termini utili è essenziale identificare quali aggravanti permangono e se sussiste recidiva, poiché aumenti di pena incidono direttamente sulla durata ordinaria e massima della prescrizione
- La mera rapidità nell'azione non equivale a prova di destrezza: i giudici devono motivare la presenza di astuzia o abilità speciali, non limitarsi a descrivere un gesto veloce o l'approfittarsi di una momentanea distrazione
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