Cassazione Penale, Sentenza n. 36826/2022 del 29/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Napoli che aveva revocato l'ordine di demolizione emesso nei confronti di opere abusive riconosciute in sanatoria. Il Procuratore Generale deduceva vizi di motivazione e travisamento probatorio: contestava la legittimità del permesso di costruire in sanatoria (art. 39 L. n.724/1994) per opere ultimate dopo il 31.12.1993 e per volumetria eccedente, la mancata valutazione dell'acquisizione automatica al patrimonio comunale e quindi la presunta carenza di interesse degli eredi, la carenza della valutazione di incidenza ambientale (VIncA) in area vincolata SIC/ZPS/IBA, la regolarità formale dei pareri (Soprintendenza) e dubbi sulla reale autodemolizione/parziale ripristino e sull'idoneità statica antisismica delle opere.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha confermato che gli eredi avevano interesse ad agire (la richiesta di condono può far venire meno l'acquisizione comunale) ma ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al giudice dell'esecuzione per una valutazione completa e motivata della legittimità del permesso di sanatoria. In particolare la Suprema Corte ha rilevato che il G.E. non ha adeguatamente verificato i presupposti del condono (identità delle opere rispetto a quelle al 31.12.1993, prosecuzione dei lavori e loro valutazione unitaria, limiti volumetrici, necessità della VIncA in presenza di vincoli SIC/ZPS/IBA, rilevanza delle consulenze tecniche e degli accertamenti sul ripristino) e non ha dato conto specifico degli esiti delle verifiche richieste. La Cassazione ha inoltre richiamato il principio secondo cui documenti acquisiti dopo la decisione del G.E. devono essere valutati dallo stesso giudice in sede di rinvio.
Norme richiamate
art. 39, legge n. 724/1994 (condono edilizio)
"per le opere abusive divenute sanabili in forza della presente legge, il proprietario che ha adempiuto agli oneri previsti per la sanatoria ha il diritto di ottenere l'annullamento della acquisizione al patrimonio comunale dell'area di sedime e delle opere sopra questa realizzate"
La norma riconosce la possibilità di ottenere l'annullamento dell'acquisizione al patrimonio comunale in caso di condono valido, ma richiede che sussistano i presupposti della sanabilità (data di ultimazione, limiti volumetrici, identità dell'opera) al momento rilevante; non è diritto automatico senza verifica dei requisiti.
legge 28 febbraio 1985 n. 47, art. 7, ultimo comma (richiamata)
L'ordine di demolizione adottato ai sensi di questa norma perde efficacia se definita la procedura di sanatoria e il giudice verifica la regolarità dell'atto amministrativo concessorio.
Norma procedurale richiamata nel ricorso (procedura dinanzi alla Corte di Cassazione per impugnazioni ex art. 611 c.p.p.); il vizio dedotto era di violazione di legge e travisamento probatorio.
DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia) richiamato
Richiamato quale quadro normativo dell'edilizia vigente (richiami all'efficacia dell'ordine di demolizione e titolo edilizio in sanatoria).
Normativa sulla rete Natura 2000 (SIC/ZPS) e Valutazione di Incidenza (VIncA)
Se l'immobile insiste in area sottoposta a vincoli SIC/ZPS/IBA, il rilascio del titolo in sanatoria richiede la preventiva o concomitante valutazione di incidenza favorevole (VIncA); la mancanza di tale valutazione può rendere illegittimo il condono.
cod. civ. art. 2644 (trascrizione)
Richiamata nella motivazione per spiegare la differenza tra accertamento dell'acquisizione al patrimonio comunale (effetto acquisitivo) e la trascrizione che serve a renderla opponibile ai terzi.
Massime di principio
- L'interesse a proporre incidente di esecuzione sussiste anche se l'opera è stata acquisita al patrimonio comunale, perché l'ottenimento del condono può determinare l'annullamento dell'acquisizione e la reintegrazione della proprietà privata.
- Il giudice dell'esecuzione, prima di revocare un ordine di demolizione per sopravvenuto titolo in sanatoria, deve verificare puntualmente la legittimità del provvedimento amministrativo che ha concesso il condono: legittimazione del titolare, tempestività della domanda, corrispondenza delle opere a quelle esistenti alla data rilevante (31/12/1993 per il condono ex L. 724/1994), limiti volumetrici, idoneità statica e rispetto dei vincoli ambientali.
- La prosecuzione o le modifiche delle opere dopo la data utile per la sanatoria (es. 31/12/1993) devono essere valutate unitariamente e non possono essere regolarizzate mediante demolizioni successive che eludano i limiti di legge; la giurisprudenza non ammette che riduzioni volumetriche successive consentano la sanatoria di opere ultimate oltre il termine.
- In presenza di vincoli ambientali (SIC/ZPS/IBA) è imprescindibile la valutazione di incidenza (VIncA) favorevole per la concessione del condono; l'assenza di tale valutazione può far dichiarare illegittimo il titolo sanante.
- Se emergono documenti o pareri successivi alla decisione del G.E., questi devono essere esaminati dallo stesso giudice nell'istruttoria successiva: la Corte di legittimità, se annulla, rimanda per consentire la valutazione integrale delle prove e degli atti amministrativi richiesti.
- Il giudice dell'esecuzione deve motivare specificamente gli esiti di ogni verifica richiesta (accertamenti tecnici, sopralluoghi, pareri dell'amministrazione e della Soprintendenza) per consentire il controllo di legittimità in sede di impugnazione.
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