Cassazione Penale, Sentenza n. 3985/2022 del 04/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere, articolando tre motivi: 1) vizio di competenza territoriale perché l'associazione e l'inizio della sua operatività sarebbero avvenuti al di fuori della Calabria (pertanto la competenza non dovrebbe essere di Catanzaro); 2) vizio di motivazione e connessione processuale con il procedimento denominato "Area 51" (sostenendo che i fatti sono connessi e la competenza sarebbe di Milano); 3) violazione del divieto del c.d. bis in idem, perché il ricorrente sarebbe già stato definitivamente giudicato nel procedimento "Area 51" per fatti identici o comunque sovrapponibili.
La decisione
La Corte di legittimità rigetta il ricorso. Sulla competenza territoriale la Corte conferma la decisione del Tribunale di Catanzaro ritenendo che il centro decisionale e le attività di programmazione, ideazione e direzione del sodalizio fossero localizzate nel comprensorio di Guardavalle (sussistenza di elementi quali la dimora del vertice Cosimo Damiano Gallace in Guardavalle, spostamenti periodici di vari affiliati in Calabria per ricevere disposizioni, consumazione di reati fine nella regione e dichiarazioni di collaboratori che indicano Gallace come responsabile). Quanto alla presunta connessione con il procedimento "Area 51", la Corte ritiene assenti elementi idonei a dimostrare unicità del sodalizio o un collegamento tale da mutare la competenza: le analogie indicate (uso di BlackBerry, autovetture con doppiofondo, presenza di alcuni indagati comuni) sono generiche e non comprovano un’unica organizzazione; in particolare un soggetto come Riitano risulta fisiologicamente collegato a più gruppi come broker internazionale. Sul punto del bis in idem la Corte osserva che il ricorrente non ha dimostrato l'identità del fatto né l'identità della fattispecie tra i due procedimenti e che il Tribunale ha adeguatamente motivato l'assenza di connessione o identità. Per questi motivi il ricorso viene respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; si dispone l'adempimento di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
norma sul riesame delle misure cautelari; il Tribunale in sede di riesame ha confermato la custodia cautelare per la sussistenza di gravi indizi e esigenze cautelari legate al pericolo di reiterazione
artt. 8, 9, 16 e 51 cod. proc. pen.
richiamati dal ricorrente in tema di competenza per territorio e regole sulla giurisdizione; la Corte richiama i criteri interpretativi per individuare la competenza nei reati associativi (luogo di costituzione del vincolo, luogo di operatività, e, in subordine, luogo di commissione dei reati fine)
art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
norma che individua i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e violazione di legge): sulla base di essa la Corte ha esaminato i tre motivi proposti
norma di riferimento per i reati di traffico di sostanze stupefacenti, rilevante per la qualificazione dei fatti e per l'imputazione dei reati-fine collegati all'associazione
norma che disciplina ipotesi aggravate e plurime in materia di stupefacenti; citata nel contesto della connessione con il procedimento 'Area 51' e della individuazione delle fattispecie penalmente rilevanti
norma sul giudicato e sul divieto di doppio giudizio (bis in idem); la Corte ha ritenuto che non sussista identità di fatto tra i procedimenti e quindi non operi il divieto
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
disposizione procedurale sull'adempimento a carico della cancelleria in caso di rigetto, richiamata per gli adempimenti consequenziali alla sentenza
Massime di principio
- Per i reati associativi, la competenza territoriale si individua prioritariamente nel luogo in cui ha sede la base operativa dell'associazione, ossia dove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminali; il luogo di costituzione del pactum assume rilievo solo se accertabile con sufficiente certezza, e il luogo di commissione dei reati-fine è criterio residuale
- La mera indicazione del luogo di ingresso della sostanza stupefacente nel territorio nazionale non è decisiva per individuare la competenza in materia di associazione finalizzata al narcotraffico se esistono elementi che dimostrano un centro decisionale in altro luogo
- La connessione tra procedimenti richiede elementi concreti e specifici di univoca unificazione delle organizzazioni o dei fatti; somiglianze operative generiche (stessi strumenti, comuni modalità) non sono sufficienti a trasferire la competenza
- La competenza per territorio, in ipotesi di reati connessi, si determina in base all'impostazione accusatoria del pubblico ministero, salvo errori macroscopici; il sindacato del giudice di legittimità sulla valutazione dei fatti è limitato alla verifica della logicità e coerenza della motivazione
- Il divieto del bis in idem opera solo quando vi sia identità della fattispecie e dei fatti accertati: una condanna definitiva in un procedimento non impedisce l'azione in un altro procedimento distintamente motivato se le condotte contestate non risultano sostanzialmente identiche
- In sede di impugnazione della competenza, chi deduce l'erronea determinazione deve indicare elementi concreti e specifici (es. luogo del pactum, base operativa alternativa) idonei a contraddire la motivazione del giudice, non limitarsi a deduzioni generiche
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