Cassazione Penale, Sentenza n. 3939/2022 del 04/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione in Cassazione della sentenza della Corte d'appello che aveva escluso la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità richiamando un'ordinanza del Tribunale del 23/07/2019. Il ricorrente denunciava violazioni di legge processuale e sostanziale: l'ordinanza sarebbe stata emessa da giudice incompetente/provvedimento abnorme perché pronunciata mentre il processo era ancora pendente in secondo grado (prima dell'irrevocabilità della condanna); si censurava il mancato rispetto del principio per cui l'esecuzione dei lavori di pubblica utilità non può svolgersi prima dell'irrevocabilità della condanna (richiamando l'art. 186, comma 9-bis C.d.S. e art. 650 c.p.p.), e si eccepiva la mancata notifica e l'abnormità dell'atto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha qualificato l'ordinanza del Tribunale del 23/07/2019 come atto abnorme e affetto da difetto genetico, essendo intervenuta con nuova statuizione modificativa della sanzione prima dell'irrevocabilità della sentenza. Di conseguenza, ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata che aveva escluso la sostituzione della pena. Ha disposto, ai sensi dell'art. 620 lett. i) c.p.p. e art. 185 c.p.p., la sostituzione della pena (mesi quattro di arresto e euro 450 di ammenda) con i lavori di pubblica utilità, rideterminandone la durata in 31 giorni.
Norme richiamate
art. 186 Codice della Strada
comma 2 lett. b) e 2-sexies; comma 9-bis
La norma sul reato contestato (art.186) è il presupposto della sanzione; il comma 9-bis disciplina la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità, la Corte ha ritenuto che l'utilizzo e la revoca di tale misura non possano avvenire in modo da anticipare l'irrevocabilità della condanna
art. 650 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente per censurare l'esecuzione anticipata dei lavori di pubblica utilità; la Corte ha condiviso la nozione che l'esecuzione o la revoca della sostituzione non possono fondarsi su provvedimenti emessi prima dell'irrevocabilità
art. 575 cod. proc. pen.
Disposizioni sui termini di impugnazione: la Corte ha chiarito che la mancata impugnazione ordinaria non può convalidare un atto dotato di 'anomalia genetica' o abnorme che ne determini di fatto l'inesistenza giuridica
art. 185 cod. proc. pen.
La Corte ha utilizzato l'art.185 per annullare senza rinvio la parte della sentenza impugnata che escludeva la sostituzione della pena, ritenendo possibile decidere definitivamente sulla questione
art. 620 lett. i) cod. proc. pen.
Predisposto l'atto di esecuzione della decisione della Cassazione: la Corte ha ordinato la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità e ne ha rideterminato la durata
Giurisprudenza della Cassazione (Sezioni Unite e altre sezioni)
Sez. U, Sent. n. 26 del 24/11/1999; Sez. 6, Sent. n. 32395 del 13/06/2019
Richiamata per definire il concetto di 'abnormità' dell'atto processuale: un provvedimento può essere abnorme non solo per contenuto singolare ma anche se, pur rientrando in astratto nel potere del giudice, si esplica al di fuori dei casi consentiti determinando un difetto genetico
Massime di principio
- Un provvedimento che modifica la sanzione principale (es. revoca o modifica della sostituzione con lavori di pubblica utilità) emesso prima dell'irrevocabilità della condanna può essere qualificato come atto abnorme o illegittimo e, se affetto da 'difetto genetico', non acquista efficacia nemmeno se non impugnato nei termini ordinari
- La competenza e il momento processuale sono essenziali: un giudice non può pronunciare disposizioni definitive sulla esecuzione della pena quando il procedimento è ancora soggetto a impugnazione e la condanna non è irrevocabile
- La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio (art.185 c.p.p.) quando la questione è risolvibile in via definitiva senza necessità di un nuovo esame di merito; in casi analoghi questo strumento può essere usato per ripristinare la misura sostitutiva correttamente concessa
- La mancata impugnazione di un atto non ne salva automaticamente gli effetti se l'atto è viziato da anomalia così radicale da determinarne l'inesistenza giuridica
- In situazioni simili è importante verificare tempi e modalità di notifica degli atti, la competenza del giudice che ha disposto la revoca e l'eventuale tempestiva impugnazione, nonché invocare l'abnormità dell'atto quando la revoca anticipa l'irrevocabilità della sentenza
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