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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3942/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato l'ordinanza del G.I.P. (che le imponeva l'obbligo di presentazione alla P.G.) e deduceva la falsa applicazione degli artt. 125, 546 e 292, comma 2 lett. c)-bis c.p.p. e carenza di motivazione. Sosteneva l'assenza di gravità indiziaria in quanto mancavano riscontri oggettivi sull'organizzazione di matrimoni fittizi (assenza di allegati relativi a richieste di annullamento, mancanza di prove della corresponsione di somme, e conversazioni intercettate non idonee a provare la fittizietà del matrimonio).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, rilevando che l'ordinanza impugnata aveva favorevolmente annullato la misura cautelare (quindi il ricorrente non subiva pregiudizio processuale rilevante). Di conseguenza la Corte non ha svolto un esame sul merito della motivazione relativa alla gravità indiziaria. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 12, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Norma sostanziale alla base dell'accusa: il reato contestato riguarda l'organizzazione di matrimoni fittizi finalizzati a favorire l'ingresso o il soggiorno irrregolare di cittadini extracomunitari; nella sentenza è indicata come fattispecie contestata all'indagata.

  • art. 125 c.p.p.

    Richiamato tra le norme la cui applicazione sarebbe stata errata dalla ricorrente; il giudice di legittimità non ha esaminato il merito della presunta errata applicazione perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse.

  • art. 546 c.p.p.

    Richiamato dalla ricorrente come parametro procedurale la cui errata applicazione sarebbe stata dedotta; la Corte non è entrata nel merito della valutazione.

  • art. 292, comma 2, lett. c)-bis c.p.p.

    Norma citata dalla ricorrente (riguardante motivi di impugnazione); la Corte ha ritenuto comunque il ricorso inammissibile per difetto di interesse, evitando l'esame sostanziale della presunta violazione.

  • art. 23, comma 7, d.l. 137/2020

    Norma che ha consentito la presentazione della requisitoria scritta del Procuratore generale; la Procura ha chiesto l'inammissibilità del ricorso sulla base della giurisprudenza consolidata.

Massime di principio

  • Se il giudice del riesame annulla una misura cautelare o una ordinanza restrittiva, il soggetto a cui la misura era stata imposta spesso manca di interesse a impugnare tale ordinanza favorevole in Cassazione: il ricorso può essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse.
  • La Corte di cassazione non svolge un riesame della gravità indiziaria se il provvedimento impugnato è favorevole all'indagato e non produce un pregiudizio processuale rilevante.
  • Per avere interesse a proporre ricorso in Cassazione contro un provvedimento intermedio è necessario dimostrare un concreto pregiudizio processuale o che l'annullamento non sia effettivamente favorevole: non è sufficiente dedurre vizi di motivazione relativi alla gravità indiziaria quando la misura è stata revocata.
  • Quando si impugnano decisioni cautelari, è strategico concentrarsi sul primo grado o sul riesame per ottenere la tutela desiderata; se si ottiene l'annullamento, valutare attentamente l'utilità di ulteriori impugnazioni in Cassazione.
  • La parte che propone ricorso in Cassazione dovrebbe articolare chiaramente l'interesse concreto e attuale all'impugnazione (es. conseguenze procedurali ancora pendenti), altrimenti il ricorso è a rischio inammissibilità e con possibile condanna alle spese e sanzioni.

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