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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37895/2022 del 28/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Miceli ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva accolto l'opposizione di Bertagni e revocato il decreto ingiuntivo: la Corte d'appello aveva ritenuto nulla la scrittura privata e l'atto di vendita del 22/03/2000 per contrasto con l'art. 20 L.179/1992 (alienazioni nei primi 5 anni dall'assegnazione) e aveva escluso che l'acquirente avesse i requisiti soggettivi per beneficiare dei contributi consortili. Miceli contestava (i) la errata decorrenza del quinquennio (sostenendo che l'assegnazione dell'immobile era avvenuta nel 1987 e non nel 2000), (ii) la errata valutazione della prova della qualità di socio e del diritto correlato ai contributi, e (iii) la mancata considerazione del giudicato formatosi in altro procedimento che aveva già accertato la validità degli stessi atti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso. Ha ritenuto che il termine quinquennale previsto dall'art. 20 L.179/1992 debba decorrere dall'effettiva assegnazione (verificata con il verbale dell'8/5/1987) e non solo dall'atto formale del 10/3/2000; ha ammesso la produzione e l'efficacia, nel giudizio di cassazione, della sentenza passata in giudicato (Corte d'appello di Roma n. 7138/2021) che aveva già accertato la validità dei contratti e il collegamento causale della cessione dei contributi con la compravendita; ha concluso che la scrittura privata integrativa non era priva di causa ma parte integrante delle condizioni economiche della vendita e che la previsione del riversamento degli importi percepiti dall'alienante è operazione contrattuale valida e non elusiva della norma. La sentenza d'appello è cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione, con istruzioni a decidere conformemente ai principi enunciati; la Corte di Cassazione ha inoltre disposto che la nuova decisione pronunci anche sulle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • legge n. 179/1992, art. 20

    Il quinquennio di divieto di alienazione per alloggi di edilizia sovvenzionata decorre dall'assegnazione o dall'acquisto reale dell'alloggio; la Corte di Cassazione ha chiarito che va considerata la data di effettiva assegnazione (verbale 8/5/1987) e non solo la trascrizione o l'atto formale del 2000.

  • codice civile, art. 2697

    Rinvio al principio sulla distribuzione dell'onere della prova: la valutazione documentale sulla qualità di socio e sui requisiti soggettivi deve essere compiuta dal giudice tenendo conto degli elementi prodotti; la Corte ha ritenuto che la documentazione prodotta e il giudicato abbiano provato i fatti invocati dalla ricorrente.

  • codice di procedura civile, art. 115

    Richiamato nella contestazione della corretta valutazione probatoria da parte del giudice di merito; la Corte ha censurato la motivazione della Corte d'appello laddove aveva trascurato documenti decisivi.

  • codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)

    La Corte ha accolto i motivi fondati sul vizio di diritto (n.3) e sul vizio logico della motivazione (n.4) ai sensi dell'art.360 c.p.c.

  • codice civile, art. 1418

    Richiamato nel contesto della nozione di nullità 'virtuale' rispetto a norme imperative: la Cassazione ha ritenuto che l'accertamento di validità già formatosi in giudicato esclude la nullità invocata dalla Corte d'appello.

  • codice di procedura civile, art. 372

    Discussione sull'ammissibilità della produzione di documenti formatosi successivamente al giudizio di merito: la Corte ha stabilito che il divieto dell'art.372 non si estende ai documenti attestanti la successiva formazione del giudicato, che possono essere prodotti in cassazione fino all'udienza.

  • codice di procedura civile, art. 378

    Rilevante per i termini di deposito delle memorie; la Corte ha osservato che la produzione del giudicato sopravvenuto è ammissibile nella fase prevista e, se prodotta oltre i termini, deve essere data la possibilità di repliche.

  • codice di procedura civile, art. 380-bis.1

    Richiamato in relazione alle memorie illustrative depositate dalla ricorrente in vista dell'adunanza camerale; la Corte ha considerato leciti tali depositi nel procedimento di cassazione.

  • codice di procedura civile, art. 384, comma 3

    Citato per il potere della Corte, qualora la produzione documentale sopravvenuta avvenga oltre i termini, di assegnare un termine per osservazioni e garantire il contraddittorio; la Corte ne dà atto come presidio procedurale.

Massime di principio

  • Il termine quinquennale previsto dalla legge per le alienazioni di alloggi sovvenzionati decorre dall'effettiva assegnazione o dall'acquisto sostanziale e non necessariamente dalla data formale dell'atto trascritto.
  • Una scrittura privata che attribuisce all'acquirente il corrispettivo equivalente ai contributi spettanti all'alienante può essere considerata parte integrante delle condizioni economiche della compravendita (causa), e quindi valida e opponibile, anche se i contributi stessi non possono essere trasferiti per legge.
  • Il giudicato formatosi in altro procedimento tra le stesse parti su punti fondamentali comuni impedisce il riesame della medesima questione in un successivo giudizio (efficacia preclusiva logica del giudicato).
  • Documenti o sentenze sopravvenute che costituiscono giudicato possono essere prodotti nel giudizio di cassazione fino all'udienza di discussione e, se opportuno, la Corte può assicurare il contraddittorio concedendo termini per osservazioni.
  • La valutazione della qualità di socio o del possesso di requisiti soggettivi deve fondarsi su documentazione probatoria concreta; l'omissione ingiustificata di atti probatori decisivi da parte del giudice di merito può integrare vizio logico nella motivazione.
  • Quando le parti concordano contrattualmente il riversamento di somme percepite a titolo di contributo, quella obbligazione è distinta dalla spettanza formale del beneficio pubblico ed è sindacabile secondo le regole civili del contratto e del sinallagma negoziale.

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