Cassazione Penale, Sentenza n. 39979/2025 del 11/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di conferma della condanna per rapina pluriaggravata: AMATO contestava vizi di motivazione e la valutazione esclusiva o predominante del tracciamento delle celle telefoniche e l'apodittica attribuzione dell'uso della Jeep Renegade; MORELLI deduceva nullità e vizio di motivazione per mancata considerazione della consulenza tecnica di parte (che avrebbe escluso la sua presenza sul luogo del delitto), per il mancato esperimento o rinnovazione dell'istruttoria in appello e per la violazione delle regole di valutazione della prova indiziaria; inoltre contestava il diniego delle attenuanti generiche per l'asserita impossibilità di collaborare essendo stato contumace.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Per Amato il ricorso è stato ritenuto una mera rivalutazione in fatto delle emergenze istruttorie, privo di specificità esterna e non confrontatosi adeguatamente con le prove valorizzate dalla Corte di merito (tracciamento telefonico, immagini di videosorveglianza, dichiarazioni del noleggiatore e tabulati telefonici). Per Morelli i motivi sono stati ritenuti inammissibili perché: a) nel giudizio abbreviato d'appello le parti hanno solo mera facoltà di sollecitare la rinnovazione istruttoria (art. 603 c.p.p.), quindi l'escussione del consulente di parte non era diritto della difesa in appello; b) le doglianze sulla valutazione probatoria si riducono a un sindacato di merito non consentito in Cassazione; c) le presunte omissioni motivazionali risultano generiche o già adeguatamente compendiate dalla Corte di merito. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p., con richiamo a profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
Nel giudizio abbreviato d'appello le parti hanno solo una facoltà di sollecitazione per la rinnovazione dell'istruttoria; il giudice può integrare d'ufficio solo se strettamente necessario (facoltà non diritto delle parti).
Norma che disciplina il reato di rapina: è la fattispecie contestata e valutata dalla Corte di merito nella sua pluralità di aggravanti.
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
Richiama il divieto di travisamento della prova; la Corte ha ritenuto che non sussistesse travisamento, in quanto la motivazione era ancorata a molteplici elementi probatori che la difesa non ha efficacemente confutato.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha motivato il diniego in base alla gravità della condotta e ai precedenti penali dell'imputato, non sulla mancata collaborazione formale.
Prevede la condanna alle spese e altre conseguenze processuali a carico delle parti soccombenti o in caso di inammissibilità, applicata dalla Corte a carico dei ricorrenti.
Massime di principio
- La Cassazione non è sede per la rivalutazione di merito: motivi che chiedono una diversa valutazione delle prove sono generalmente inammissibili
- Nel giudizio abbreviato l'appello non riconosce alle parti un diritto pieno alla riapertura dell'istruttoria; la rinnovazione è una facoltà del giudice limitata all'assoluta necessità (art. 603 c.p.p.)
- Il tracciamento delle celle telefoniche, se corroborato da altri elementi (videosorveglianza, tabulati, dichiarazioni e atti di noleggio), può concorrere significativamente alla formazione del convincimento del giudice
- Il mancato esame di ogni singola deduzione difensiva non configura necessariamente vizio motivazionale se la decisione espone logicamente gli elementi essenziali su cui si fonda
- La negazione delle attenuanti generiche può essere motivata sulla base della gravità della condotta e della personalità criminale (precedenti), anche in presenza di contumacia dell'imputato
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