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Cassazione Penale, Ordinanza n. 39890/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Torino, deducendo vizio motivazionale in relazione al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. In sostanza lamentava che il giudice di merito non avesse adeguatamente valorizzato elementi favorevoli alla concessione del beneficio e chiedeva l'annullamento della decisione impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano manifestamente infondati e privi di specificità. Ha ritenuto che il ricorrente non si fosse confrontato realmente con la motivazione della Corte territoriale, la quale aveva escluso le attenuanti generiche valorizzando l'assenza di meriti processuali o extraprocessuali, i precedenti penali e un'ulteriore violazione del codice della strada. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato con l'assenza di elementi o circostanze di segno positivo; dopo la riforma del 2008 non è sufficiente il solo stato di incensuratezza per ottenerle.

  • art. 133 c.p.

    Ai fini della concessione o esclusione delle attenuanti generiche il giudice può valorizzare uno o più elementi ritenuti prevalenti tra quelli indicati dalla norma, anche uno solo, attinente alla personalità del colpevole, all'entità del reato o alle modalità della condotta.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, della sanzione pecuniaria; nel caso concreto la Corte ha ritenuto non ravvisabile assenza di colpa.

  • art. 62-bis c.p.

    d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. con modif. dalla l. 24 luglio 2008, n. 125

    La riforma ha rafforzato l'idea che per concedere la diminuente non basti la mera incensuratezza.

  • art. 192 c.p.p.

    non citato nel testo

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso è stato ritenuto inammissibile per genericità e manifesta infondatezza dei motivi, quindi per difetto di specificità richiesto in sede di legittimità.

Massime di principio

  • In tema di attenuanti generiche, il giudice di merito assolve l'obbligo motivazionale se indica gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover confutare puntualmente ogni deduzione difensiva o ogni dato favorevole emergente dagli atti.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato sull'assenza di elementi positivi e su dati negativi della personalità dell'imputato, come precedenti penali o comportamento processuale, anche senza una motivazione particolarmente ampia.
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., la sola incensuratezza non è sufficiente a imporre la concessione del beneficio.
  • In sede di legittimità, la valutazione discrezionale del giudice di merito sul riconoscimento o diniego delle attenuanti generiche è censurabile solo se la motivazione è contraddittoria, illogica o del tutto mancante; non è invece consentito un nuovo apprezzamento del merito.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al pagamento della sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale

Testo integrale

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