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Sentenza

Sentenza n. 13549/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta all’ingresso sul territorio nazionale emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura di Roma in data 11 marzo 2026 e notificato in data 12 marzo 2026;

Giustizia amministrativa202605754

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato e diniego di autorizzazione all'ingresso, motivati dalla carenza dei requisiti alloggiativo ed economico del datore di lavoro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dell'11 marzo 2026 con il quale lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Roma ha revocato il nulla osta e negato l'autorizzazione all'ingresso. L'Amministrazione aveva rilevato, da un lato, la carenza del requisito alloggiativo previsto dall'art. 22 del testo unico immigrazione, poiché era stata prodotta una certificazione di idoneità alloggiativa riferita a un altro lavoratore, e, dall'altro, la mancata dimostrazione del requisito economico del datore di lavoro ai sensi dell'art. 24-bis del testo unico immigrazione, essendo l'asseverazione compilata da un professionista cancellato dall'albo dei dottori commercialisti dal 2018 e risultando inoltre difformi i dati economici rispetto a quelli accertati tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate. Il ricorrente ha dedotto di essere stato assunto dal datore di lavoro richiedente e ha sostenuto che le carenze documentali fossero imputabili esclusivamente a quest'ultimo. Ha inoltre valorizzato l'instaurazione di un rapporto con un nuovo datore di lavoro, la propria buona fede e il legittimo affidamento, prospettando anche il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittima la revoca plurimotivata. Il ricorrente non ha fornito elementi idonei a dimostrare la sussistenza dei requisiti alloggiativo ed economico contestati dall'Amministrazione. La responsabilità delle carenze documentali non può essere isolata in capo al datore di lavoro per conservare l'efficacia del nulla osta, poiché al momento dell'ingresso devono sussistere i requisiti necessari per la corretta instaurazione del rapporto con il datore originario. La buona fede e il legittimo affidamento non sono rilevanti: prima dell'ingresso lo straniero non vanta un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno, ma soltanto una legittima aspettativa allo svolgimento del lavoro stagionale o subordinato nei limiti consentiti, e il nulla osta può essere revocato all'esito dei controlli posticipati sui requisiti. La revoca è stata qualificata come revoca sanzionatoria, espressione di un potere vincolato di controllo dei presupposti necessari per il provvedimento ampliativo. Non è stato ritenuto possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro, perché il nulla osta è nominativo, funzionale all'assunzione presso lo specifico datore richiedente e non costituisce un titolo generale e trasferibile di ingresso. Neppure poteva essere rilasciato un permesso per attesa occupazione, poiché i requisiti mancavano ab origine; diversamente, la previsione della capacità economica del datore di lavoro sarebbe privata di effettività e il sistema dei flussi potrebbe essere eluso. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    Il requisito alloggiativo costituisce un presupposto necessario per l'ingresso e la corretta instaurazione del rapporto di lavoro; la sua carenza legittima la revoca del nulla osta.

  • art. 24-bis d.lgs. 286/1998

    La capacità economica del datore di lavoro deve essere dimostrata secondo modalità attendibili e costituisce requisito necessario per il nulla osta; la mancata o irregolare dimostrazione impedisce la conservazione del titolo.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previo avviso alle parti nella camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel sistema dei flussi migratori, la permanenza dei presupposti legali per l'ingresso deve essere verificata anche dopo il rilascio del nulla osta quando le verifiche siano state posticipate per accelerare l'ingresso; l'accertata mancanza originaria dei requisiti legittima la revoca del nulla osta.
  • Il nulla osta al lavoro subordinato è un titolo nominativo, collegato allo specifico datore di lavoro che ha presentato la richiesta e alle sue capacità economiche e affidabilità; non può essere utilizzato per consentire il subentro di un diverso datore di lavoro, poiché ciò lo trasformerebbe in un titolo generale e trasferibile di ingresso.
  • La buona fede del lavoratore straniero e l'affidamento nell'efficacia del nulla osta non impediscono la revoca quando siano accertati l'assenza originaria dei requisiti legali e il carattere vincolato del potere di controllo, non sussistendo prima dell'ingresso un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno.
  • In presenza di una carenza originaria dei requisiti richiesti per il nulla osta, non è dovuto il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, perché tale soluzione renderebbe irrilevante il requisito della capacità economica del datore di lavoro e consentirebbe l'elusione del sistema dei flussi programmati.
  • La revoca del nulla osta determinata dall'accertamento dell'assenza dei requisiti necessari a monte per il provvedimento ampliativo è qualificabile come revoca sanzionatoria ed esprime un potere vincolato dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiLegittimo affidamentoPrincipio di legalità e tipicitàEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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