Cassazione Penale, Sentenza n. 36371/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il detenuto, sottoposto al regime 41-bis, lamentava che la Direzione del carcere aveva ridotto ad alcune ore della giornata la possibilità di tenere in camera un lettore digitale di compact disk musicali, il cui acquisto era stato autorizzato da precedente provvedimento del Magistrato di sorveglianza. Con ricorso in cassazione si denunciavano violazioni degli artt. 35, 35-bis e 69, comma 6, dell'Ordinamento penitenziario e vizio di motivazione, sostenendo che il reclamo fosse volta a tutelare un diritto soggettivo e non fosse un semplice reclamo generico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la qualificazione del reclamo come "generico" da parte del Magistrato di sorveglianza, poiché la limitazione delle ore di utilizzo del lettore non ha leso un diritto soggettivo ma ha riguardato solo le modalità del suo esercizio, ricadendo nella discrezionalità amministrativa. Ne consegue che il reclamo è soggetto alla procedura amministrativa non impugnabile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Ordinamento penitenziario (L. 26 luglio 1975, n. 354), art. 35
L'art. 35 è richiamato per la distinzione tra reclamo generico (non impugnabile) e pretese fondate su diritti soggettivi; la Corte ha confermato che, in assenza di diritto soggettivo leso, il reclamo va qualificato come generico ex art. 35 comma 1 n.5.
Ordinamento penitenziario (L. 26 luglio 1975, n. 354), art. 35-bis
Richiamato dal ricorrente; la Corte non ha ritenuto applicabile la tutela speciale prevista per i casi in cui sussista un diritto soggettivo difendibile giurisdizionalmente.
Ordinamento penitenziario (L. 26 luglio 1975, n. 354), art. 69, comma 6
Il ricorrente invocava l'art. 69 comma 6 (rimedi e tutele), sostenendo che il reclamo mirasse a tutelare un diritto soggettivo; la Corte ha invece ritenuto che la fattispecie non rientrasse in tale previsione perché riguardava solo le modalità esercitative soggette a discrezionalità amministrativa.
Codice di procedura penale, art. 606, comma 3
Applicato per dichiarare inammissibile il ricorso in cassazione.
Codice di procedura penale, art. 616
Richiamato per la condanna alle spese e al pagamento della somma alla Cassa delle ammende, ritenendo non esclusa la colpa nella proposizione dell'impugnazione.
Regime detentivo, art. 41-bis O.P. (L. 26 luglio 1975, n. 354)
Fatto rilevante di contesto: il detenuto era sottoposto al regime differenziato 41-bis, ma la Corte non ha ritenuto che ciò mutasse la natura del diritto dedotto né la qualificazione del reclamo.
Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000
Richiamata come principio in tema di possibile configurabilità della colpa nella proposizione dell'impugnazione, a supporto della condanna alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Se la pretesa del detenuto riguarda soltanto le modalità di esercizio di una facoltà autorizzata (es. orari, modalità d'uso) e non la lesione di un diritto soggettivo, il reclamo va qualificato come "generico" e segue una procedura amministrativa non impugnabile.
- Il Magistrato di sorveglianza è tenuto a verificare preliminarmente se dalla pretesa derivi una situazione di diritto soggettivo collegabile alla condotta dell'amministrazione; in assenza di tale correlazione il reclamo deve essere respinto come generico ex art. 35.
- Per far valere la tutela giurisdizionale è necessario in concreto dimostrare che l'atto amministrativo incide su un diritto soggettivo e non soltanto sulle modalità del suo esercizio; la mera limitazione di orari o di modalità, se fondata su discrezionalità amministrativa, difficilmente costituisce lesione di diritto soggettivo.
- Proporre ricorsi che appaiono in diritto manifestamente infondati o inammissibili può esporre il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende) per colpa nella proposizione dell'impugnazione.
- In situazioni analoghe conviene documentare e argomentare chiaramente l'esistenza di un diritto soggettivo concreto (normativo o derivante da provvedimento favorevole definitivo) leso dall'atto dell'amministrazione per superare la qualificazione del reclamo come generico.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36042/2022 del 26/09/2022
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36043/2022 del 26/09/2022
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36045/2022 del 26/09/2022
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36046/2022 del 26/09/2022
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36048/2022 del 26/09/2022
- Sentenza penale · 26 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 36049/2022 del 26/09/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →